venerdì 7 dicembre 2007

Buon Compleanno Gisblog.it!

Ieri, il nostro Blog dedicato al GIS, ha compiuto un anno di vita!
Come avrete notato la pubblicazione degli articoli ha subito un rallentamento negli ultimi tempi ma sappiamo che continuate a seguirci sempre numerosi!
Grazie a tutti i membri per il contributo che hanno dato in questi 12 mesi di vita e presto ci sarà una vigorosa ripresa della pubblicazione di nuovi ed interssanti articoli.
Un augurio per tutti: 100 di questi giorni!

venerdì 14 settembre 2007

Da ArcGis 9.x a Google Maps: una ricetta passo-passo

Molti si domandano come sia possibile creare una mappa di Google Maps (un vero mashup!) partendo da elementi presenti in una mappa generata in ArcMap. Dopo molte ricerche ed alcuni esperimenti oggi vediamo un metodo che dà buoni risultati senza spendere un euro (eccetuando il costo non proprio trascurabile di ArcGis 9.x ...).

La ricetta per l'impaziente è presto detta:

ingredienti:
1) ArcGis 9.x
2) i propri tematismi gis in formato shapefile
3) l'ArcScript "ArcMap2GMap" realizzata da un gruppo di ricercatori dell'Università del Texas liberamente scaricabile (da qui se avete ArcGis 9.0 e da qui se avete la 9.1 o la 9.2)

Preparazione:
- Una volta scaricato l'ArcScript "ArcMap2GMap" estraete il contenuto in c:\ in modo da avere una cartella (C:\ArcMap2GMap) che contenga tutto il necessario.
Aprite il progetto di arcmap ivi contenuto (ArcMap2GMap.mxd) in una nuova sessione di ArcMap.
Avrete davanti a voi l'interfaccia di ArcMap con una nuova toolbar che si chiama, (indovinate un po?) ArcMap2GMap!
- Caricate adesso i tematismi gis di vostro interesse non importa "vestirli" questa operazione si farà successivamente in fase di conversione.
Raccomandazione: è necessario che i tematismi siano in formato shapefile e che le informazioni siano georiferite mediante un sistema di riferimento geografico non proiettato. WGS84 Geografico è perfetto. se avete dei tematismi in Gauss Boaga dovrete riprioettarli in WGS84; ma questo lo saprete fare di sicuro... (ah, no?! beh allora ci vuole un bel ripasso delle dispense di fabio.lucchesi)
- A questo punto si può far entrare in azione il nuovo strumento cliccando sul comando "ArcMap2GMap"; comparirà quindi una finestra di dialogo nella quale sarà possibile selezionare i tematismi interessati e caricarli uno per volta specificandone il colore, anche spessore e trasparenza se si stanno trattando entità lineari. Man mano che si caricheranno i tematismi, nello spazio di destra si riempirà automaticamente una lista. A fondo pagina è possibile inserie il nome dell'autore ed il titolo della mappa. Per completare questa fase sarà sufficiente fare clic su "Let's do it"!
- Lasciate "cuocere" ArcMap finchè non compare un avviso che vi permette di chiudere il programma o di visualizzare immediatamete il risultato facendo clic su "Launch Google Map".

Il "piatto" è pronto. Se aprite la cartella in C:\ArcMap2GMap vedrete che al suo interno è presente una cartella chiamata "mashupFiles" che contiene il file principale googlemap.html (visualizzabile via browser) e tutti i files accessori al suo funzionamento

Per i "palati" maggiormente raffinati e per i "cuochi" più bravi:
- Cercate di avere a disposizione uno spazio web gestibile via ftp e procuratevi la "Google Maps API key" relativa all'indirizzo web che ospiterà il mashup. Ripercorrendo la Preparazione avrete la possibilità di inserire la vostra API key nella finestra di dialogo.
- Se volete aggiungere una "guarnizione speciale" vi invito a creare nel vostro shapefile un campo che ospiti una descrizione anche sfruttando la "grammatica" html. Se lo ritenete utile potete usare anche il "Field Calculator" di ArcMap per generarlo in modo da richiamare i valori presenti nei vari campi della tabella. Nella finestra di dialogo di ArcMap2GMap vi sarà possibile specificare il campo che descrive ciascun elemento in modo tale che dentro le famose "nuvolette" di Google Map compaia la descrizione presente in detto campo.
- Se volete abbellire "il piatto" potreste usare un editor visuale di html come DreamWeaver per modificare il file googlemap.html.

Caricate la cartella mashupFiles sul vostro spazio web ed il "pranzo" è servito!
Un esempio del possibile risultato lo trovate qui.

mercoledì 5 settembre 2007

Google Earth: osservatorio astronomico e simulatore di volo

Che Google Earth sia un eccezionale mappamondo virtuale è cosa nota a tutti. Gli autori hanno voluto aggiungere nuove funzionalità a questo straordinario strumento rilasciando Google Earth 4.2:

- Sulla barra degli strumenti campeggia un'icona con un piccolo pianeta. Questo pulsante permette di alternare la visualizzazione classica di Google Earth con la visualizzazione del cielo visto dal quel luogo e degli astri che lo popolano. E' interessante notare che in questa modalità appaiono altri tipi di livelli visualizzabili come, ad esempio, le foto scattate dal telescopio astronomico Hubble o l'indicazione delle costellazioni. L'esperienza che ne scaturisce è dapprima un po' confusionaria, poi, una volta presa confidenza con i nuovi metodi di visualizzaizone tutto diventa molto, molto interessante.

- Altra funzionalità (nascosta) di Google Earth è il simulatore di volo: premendo simultaneamente i tasti Ctrl + Alt + A comparirà sullo schermo una finestra di dialogo nella quale potremo selezionare il modello di aereo col quale intenderemo volare e potremo indicare se vogliamo decollare da un aeroporto conosciuto o cominciare a volare direttamente dalla vista corrente. Usando i tasti direzionali e i tasti Ctrl e Alt potremo sorvolare l'intera superficie terrestre. Sicuramente divertente... se riuscirete a governare la prua del vostro aereo!

fonte: Mapperz

mercoledì 29 agosto 2007

Il mondo come lo volete vedere

L’estate è ormai conclusa e tutti noi dopo aver trascorso le vacanze più o meno lontane da casa, torniamo nei luoghi a noi più familiari. In questo breve lasso di tempo molti si saranno accorti che la fuori ci sono realtà diverse da quelle che siamo abituati a vedere. E allora ecco qua che vi scrivo per approfittare di questo particolare stato mentale per un intrigante riflessione.

E se il mondo non fosse così come lo abbiamo sempre visto?

La carta geografica disegnata da Gerhard Mercator nel 1569 ci ha permesso di conoscere la terra per come era allora. Quel mondo fisico in effetti esiste, ma si regge su equilibri che quella carta non rappresenta.
Il progetto Worldmapper nato da una collaborazione tra i ricercatori del Social and Spatial Inequalities Research Group della University of Sheffield, in Inghilterra, e Mark Newmann, del Center for the Study of Complex Systems della University of Michigan, rappresenta il tentativo di fornire una lettura diversa del tradizionale approccio cartografico, dimostrando le differenze esistenti tra i paesi per restituirne un’immagine più realistica.
Il sito fornisce mappe mondiali ridimensionate (cartogrammi) in proporzione al parametro di interesse considerato.
Le mappe sono state ottenute grazie ad un algoritmo sviluppato da Newmann, il quale voleva ottenere una mappa delle popolazioni e non dei territori nella convinzione che i risultati che ne sarebbero scaturiti avrebbero avuto un potenziale comunicativo molto più incisivo in chi le guarda e avrebbero dato immediatamente una misura delle disuguaglianze oggi esistenti nel mondo.

Sul sito oggi si trovano 366 mappe della Terra dove le superfici dei vari Paesi sono ridisegnate con le dimensioni che acquisirebbero se essa dipendesse da una variabile specifica: si va dalla popolazione alle industrie, dalla ricchezza all'istruzione.
Sicuramente le immagini disponibili hanno un forte potere evocativo e sono molto più esplicative di qualunque disquisizione sulle questioni. Così scegliendo dall'elenco, la mappa della Popolazione mondiale si otterrà una mappa in cui le dimensioni della Cina o dell'India sono maggiori rispetto all'Australia, che invece risulterà piccolissima. O, ancora, selezionando la mappa delle emissioni di CO2 avremo Stati Uniti ed Europa giganteschi rispetto ad Africa e paesi scandinavi.
Tutte le carte prodotte e visibili sul sito vengono fornite in alta risoluzione e all'interno di poster in pdf. Il servizio è gratuito e le mappe scaricabili liberamente.

Per chi volesse provare a realizzare un cartogramma in proprio, è poi possibile scaricare una applicazione, eseguibile con ArcGIS, che utilizza il primo algoritmo, quello implementato da Gastner e Newman. Il procedimento da seguire non è immediato ed è spiegato, in inglese, con l’aiuto di un esempio concreto.
Per quanto riguarda la variante di questo algoritmo, utilizzato per creare i cartogrammi di worldmapper, il codice non è stato ancora rilasciato.

martedì 28 agosto 2007

Localizzare gli autovelox in tempo reale col cellulare

Dopo una breve pausa estiva, si torna dietro alle scrivanie... e tornano gli articoli di gisblog.it! Perchè non ricominciare con una interessante segnalazione?! Bene, allora vi farà piacere sapere che esiste un sito internet, www.foxytag.com da cui è possibile scaricare un software per cellulari che è in grado di segnalarvi in tempo reale la presenza di autovelox nei paraggi. 
Come funziona? Tutto si basa su una piccola applicazione Java che è in grado di girare su gran parte dei telefoni cellulari (qui c'è un elenco dei device compatibili); attraverso una connessione ad interent (GPRS o UMTS) è possibile avere in tempo reale le posizioni di autovelox fissi e mobili nei vostri prarggi. E' necessario inoltre avere a disposizione un'antenna GPS (integrata o bluetooth che sia) connessa al telefono: essa risulta utile al software per conoscere la propria posizione e di suonare in caso di avvicinamento all'autovelox.
I dati messi a disposizione degli utenti vengono raccolti dagli utenti stessi: colui che sta viaggiando lungo una strada e nota la presenza di un autovelox (e sta utilizzando foxytag) può segnalarlo semplicemente premendo un tasto del proprio telefono indicando così agli altri utenti la presenza di autovelox. Visto che le segnalazioni vengono rese disponibili a tutti gli utenti nel giro di pochissimi minuti l'applicazione risulta particolarmente efficace per la segnalazione degli autovelox mobili: è una sorta di "sfanalata tecnologica". 
Il progetto è gratuito, legale ed ha una finalità scientifica poichè è condotto da ricercatori dell'Università di Ginevra. 
E il costo della connessione? le stime ufficiali si aggirano sui 21 cent. di € all'ora: non molto direi!
La mappa delle senalazioni, un google mashup, è presente a questo indirizzo e farà piacere notare che copre tutta europa... chissà se potrà essere utile per il vostro viaggio di fine estate! 


lunedì 6 agosto 2007

Mappe Indispensabili (4)

Eccoci di nuovo a parlare di mappe indispensabili (e quale mappa infondo non lo è?).
Questa volta però parliamo di una mappa on-line che, sfruttando l'interfaccia di googlemaps, riesce ad integrare anche una vista fotografica della porzione di città che stiamo guardando.
Invece di stampare una lista con tutte le svolte ed i Decision Point del nostro itinerario, possiamo stampare delle belle immagini: questa nuova visualizzazione, ritengo che sia rivoluzionaria nel creare un innovativo metodo di confronto e traduzione fra la percezione geografica femminile e quella maschile: personalmente ritengo abbia lo stesso valore della Stele di Rosetta. Immaginiamoci una conversazione telefonica fra due fidanzati. Lui: allora cara, gira a destra dopo la quarta strada sulla sinistra, poi, alla rotonda la quarta uscita; vai avanti per 5 km ed arrivi infine in un grande parcheggio, ci vediamo lì, OK? Lei: vuoi dire forse che quando arrivo alla gioielleria, quella dove abbiamo visto il bracciale, devo girare di qua e poi, quando arrivo a quel boschetto con la palma e le petunie che hanno messo in mezzo alla strada, vado verso la boutique dove abbiamo preso quella meravigliosa camicetta di seta... e poi continuo fino al centro commerciale?
Bene adesso per dare indicazioni "bisex", questo "strumentino" potrebbe davvero fare al caso nostro ed essere adoperato congiuntamente dagli uomini e soprattutto dalle donne per la sua interfaccia cartografica e visiva: un incrocio è un negozio, un parcheggio è un'altro negozio, un semaforo è un insegna pubblicitaria...
Il giro virtuale, davvero molto carino, può essere svolto qui e per adesso copre solo alcune parti e percorsi della città si San Francisco (Ca).
Augurandomi che presto questa iniziativa abbia l'appoggio di una multinazionale come Google e Microsoft ed un lancio planetario, non possiamo fare altro, nell'attesa che questo accada, che continuare i nostri colloqui con le nostre lei: "Cara, gira a destra!" "Dove Caro? di qua o di là?" Lacrime...

mercoledì 1 agosto 2007

ArcGIS 9.2 Service Pack 3 disponibile per il download

Proprio ieri è stato pubblicato il Service Pack 3 per ArcGIS 9.2

Ecco i link:

Presto pubblicherò una panoramica delle novità introdotte!

venerdì 27 luglio 2007

Mai provata la velocità della tua rete?

Chi non si è chiesto almeno una volta quale è la velocità della propria connessione internet alzi la mano.
Se andate su questo sito potete verificare la vostra connessione e magari vantarvi con gli amici.
L'applicazione in flash consente di verificare la velocità in download ed in upload della propria connessione internet dal vostro browser preferito e la confronta con quella degli utenti della stessa nazione (e non solo).
Tutta l'operazione viene eseguita molto semplicemente con un'accattivante interfaccia "geo"grafica.
E' sufficiente scegliere su un planisfero uno qualsiasi dei server sparsi nel mondo e lanciare il test.
Cosa interessante è che, a differenza di altre applicazioni simili, non viene calcolato solo il ping e la velocità di download della propria ADSL, ma anche quella di upload (vero problema per molti contratti italiani). Inoltre il test può essere replicato per una cinquantina di server sparsi per il mondo permettendo di confrontarne i risultati e scaricarli in formato CSV per ulteriori analisi.

E voi a quanto “andate“?

Preservare il patrimonio artistico con il Laserscan

Ci sono varie strade da percorrere per "conservare" il patrimonio artistico-architettonico mondiale: uno dei sistemi più tecnologicamente avanzati è costituito dai rilevi tridimensionali effettuati con il laser-scanning.
Questo è il principio che ha spinto la "Kacyra Family Foundation" in collaborazione con la Leica Geosystem a costituire il progetto CyArk .
Attraverso le rilevazioni effettuate con il laserscan di numerosi monumenti sparsi sul Globo il gruppo di studiosi ha realizzato un archivio di modelli 3D liberamente distribuiti via internet e visualizzabili attraverso una semplice interfaccia web (che sfrutta la tecnologia Java).
E' così possibile accedere al modello della Torre di Pisa o al Tempio Tikal in Guatemala oppure ancora a documenti audiovisivi del centro storico di Salvador de Baia o le mappe dei rilievi effettuati in Egitto.
L'eccezionalità di questo progetto non sta solo nella tecnologia utilizzata; sta soprattutto nella libera fruibilità dei dati: è proprio il caso di dire che il patrimonio artistico non è tale se non è raggiungibile da tutti.

fonte VerySpatial

lunedì 23 luglio 2007

Anelli GPS: per necessità ...o per moda?

Il designer inglese Gail Knight del Royal College of Art ha realizzato una coppia di anelli molto particolari. indossando i due anelli, uno sulla mano destra e l'altro su quella sinistra, si ha la possibilità di essere guidati verso una destinazione grazie ad un sistema di ricezione/navigazione satellitare GPS. Per segnalare la direzione da prendere ciascun anello è in grado di vibrare così da far capire a chi li indossa se girare a destra oppure a sinistra.
L'idea dell'artista nasce dalla necessità di fornire alle gentil signore uno strumento utile per muoversi in sicurezza ed evitare che si possano perdere raggiungendo erroneamente zone a rischio della città.
A prescindere dalle nobili intenzioni dell'ideatore la creazione è senza dubbio originale; non tanto per la (discutibilie?) forma espressa ma per la funzionalità di essere guidati in modo discreto e senza interfacce visuali.
fonte: veryspatial

mercoledì 18 luglio 2007

Mappare i propri geni... sparsi nel mondo

So che questo argomento potrebbe sembrare lontano da ciò che solitamente trattiamo ma recentemente mi sono imbattuto in una simpatica applicazione on line web 2.0 che potrebbe interessare alcuni di voi.
La mia Famiglia si è da poco allargata e la curiosità di scoprire le discendenze di parenti ed affini mi ha portato a costruire il mio albero genealogico con GENI. Questa applicazione, completamente gratuita e funzionante direttamente all'interno del browser permette l'inserimento dei nomi di familiari specificando la relazione di parentela con le persone già rappresentate nell'albero genealogico.
Fin qui niente di particolare, direte voi, ma ci sono alcuni aspetti che hanno sollevato la mia attenzione:
- Se si compila il profilo dei parenti nel campo che specifica il luogo di residenza si ha la possibilità di passare dalla classica visualizzazione ad albero ad una visualizzazione su mappa che mostra, attraverso l'interfaccia di google maps, la mappa della propria famiglia nella quale vengono indicate una serie di stelle di diverso colore che stanno ad indicare il luogo di residenza dei parenti o il loro luogo di nascita.
- Nel momento in cui si aggiunge un parente si ha la possibilità di invitarlo a partecipare alla compilazione dell'albero stesso semplicemente indicando l'indirizzo email e facendo un semplice clic su "invite". Così facendo si riusciranno ad "unire le forze" per ricordare il cognome della prozia o il nome del trisavolo...
- Quando si crea un albero genealogico i nomi dei propri familiari vengono registrati in un archivio. Stessa cosa vale per tutti gli alberi genealogici degli altri utenti. Questo permetterà in futuro di fondere il proprio albero genealogico con gli altri qualora l'applicazione ravvisi la compresenza di nomi e relazioni di parentela coincidenti. Non per niente l'applicazione si chiama "GENI Everyone's Related".
L'unico aspetto che potrebbe trattenere dalla creazione del proprio albero genealogico è il fatto che l'applicazione è solo in inglese... chissà se prima o poi lo localizzeranno in italiano...

martedì 10 luglio 2007

TomTom e la Rivoluzione delle mappe editabili

Navigatore: - Tra duecento metri girare a sinistra
Utente: - acc... hanno cambiato il senso unico ... beh, girerò alla prossima ...
N- Fare inversione a U!
U - mmm... ma su questa strada non è permesso fare inversione beh proseguo, e giro più avanti...
N - tra 100 metri girate a destra
U - mmm... si ma più avanti hanno appena costruito una rotonda a destra ci sono due uscite! ... beh prenderò la prima...
N - Fare inversione a U!
U - Aaaaaahhh! Maledetto navigatore!

(Della serie) "Sarà capitato anche a voi" di maledire il vostro navigatore satellitare poichè la cartografia non corrisponde allo stato reale della viabilità.

Finalmente qualcuno ha provato a porre un rimedio a questo problema: TomTom permetterà agli utenti comuni di modificare i contenuti delle mappe distribuite con i suoi navigatori qualora si trovino degli errori nei sensi di marcia o l'esistenza di nuove strade non ancora mappate.
Nell'intenzione di TomTom (servizio Map Share) c'è la volontà di creare una comunità che attraverso il controllo reciproco delle mappe generate dai singoli utenti renderebbe disponibile una cartografia sempre aggiornata. Ciò permetterebbe a TomTom di svincolarsi dalle società che producono cartografia professionale "sfruttando" il lavoro degli utenti per fornire a essi stessi cartografia aggiornatissima. su morse è possibile leggere le caratteristiche tecniche delle possibilità offerte da questo servizio.

Se pensate che questa sia esclusivamente una semplice caratteristica in più per rendere maggiormente concorrenziali i navigatori TomTom GO 520 e TomTom GO 720 in uscita nel prossimo aututnno mi sento di poter dire che vi sbagliate, o quantomeno state svalutando le possiblità che ciò può comportare per il futuro (prossimo?).

In effetti se provaste a pensare quello che potrebbe significare la creazione di mappe per il proprio navigatore GPS potreste accorgervi che si aprirebbero nuovi orizzonti per la navigazione satellitare. E non solo per quella stradale.

Sì, ma quale futuro si cela dietro a questa possibilità?
Provate a Pensare di poter sfruttare il "motore" di navigazione GPS TomTom per la sentieristica, per il turismo, o per ... la vostra cartografia.
Provate a immaginare...


sabato 7 luglio 2007

Se il GPS permette di "disegnare" i propri percorsi nello spazio delle città (cfr. il lavoro di Fabio Lucchesi) e di incrociarli con quelli degli altri (in un numero virtualmente infinito), modellizzare il comportamento delle folle laddove ci sono probabili alte densità (città, eventi in determinati spazi ecc.) è altra cosa: Paul P.Torres dell'università dell'Arizona sviluppa un software predittivo. Come si muoveranno le folle, che reazioni avranno, che via di fuga scieglieranno in occasione di eventi calamitosi? Ma anche: quali traiettorie sarebbero preferite dai pedoni in alternativa all'auto, o dove piazzare nella città gli esercizi commerciali in modo che si prestino in modo ottimale all'accesso delle "folle"? Come si diffonde un agente patogeno utilizzando i percorsi densi delle persone? Le nostre mappe delle città fisica si animeranno di una folla della quale si potranno forse cogliere i comportamenti per disegnare meglio gli spazi? Elias Canetti ("Massa e potere") sarebbe uno dei più interessati gli esiti di questa ricerca...

mercoledì 4 luglio 2007

A proposito di Urban Sprawl...

Studiando la forma e la crescita della città, pare proprio che uno dei mezzi più idonei a rappresentare le dinamiche dell'urban sprawl siano delle semplici animazioni come questa, che ho realizzato per visualizzare la crescita della città di Empoli (FI) dal 1880 ai giorni nostri.


Purtroppo gisblogit non mostra le GIF animate; quest'immagine sarà comunque visibile entro breve nella sezione "Trasformazioni della città di Empoli dal 1880 ad oggi" della descrizione analitica dell'Atlante del Patrimonio Territoriale del Circondario Empolese-Valdelsa.

Altri piccoli filmati in formato mpeg, semplici ma di grande effetto, illustrano l'espansione incontrolllata di alcune aree urbane negli Stati Uniti; realizzati dal Dipartimento per la Visualizzazione Scientifica della NASA, si possono scaricare da qui.


Mi sembrano poi molto interessanti i seguenti due filmatini, realizzati a scopi didattici nell'ambito del progetto Nautilus dalla Nasa in collaborazione con l'Università del Connecticut, che illustrano in termini comprensibili a tutti le dinamiche e gli effetti della frammentazione del paesaggio dovuti alla crescita delle aree urbanizzate, pur se inevitabilmente adattati al contesto locale.




Info e credits sul progetto Nautilus e le due .GIF animate si possono trovare qui.

venerdì 29 giugno 2007

Passare l'estate col naso all'insù con Stellarium

La bella stagione è ormai cominciata ed il clima permette di passare le serate all'aperto a rimirar le stelle.
Se siete affascinati dalla volta celeste ma non avete mai capito bene il mondo dell'astronomia il software opensource "Stellarium" è lo strumento che fa per voi! Grazie ad un'interfaccia semplice e gradevole è possibile visualizzare in modo dinamico il cielo e gli astri come se avessimo a disposizione un potenissimo telescopio. E' suggestivo ad esempio effettuare uno zoom su un pianeta come saturno e riuscire a visualizzarlo quasi a schermo intero!Un'altra chicca è costituita dalla possibilità di specificare la propria posizione sul globo terrestre e visualizare in tempo reale la volta celeste così come la vedremmo nella realtà, anche la gestione della luce solare è affascinante man mano che passa il tempo si avvicina il tramonto e il cielo si popola di corpi celesti luminosi.Vi invito a provare questo software scricabile gratuitamente poichè potreste scoprirvi astronomi e fare bella figura con amici e parenti durante i barbecue in giardino.

giovedì 21 giugno 2007

L'utilizzo di internet nel mondo

Grazie ad uno studio effettuato da IPLigence è stata creata la mappa terrestre sulla quale sono disseminati una serie di cerchi che stanno ad indicare la presenza di accessi ad internet (IP Attivi) nell'anno 2007.
Come previsto Nord America ed Europa dominano ed è interessante vedere la presenza al terzo posto dell'Asia.
Il raffronto con la mappa della densità della popolazione globale è abbastanza prevedibile ma allo stesso tempo un po' disarmante... come suggerisce maestroalberto si potrebbe definire "la mappa della disuguaglianza".

mercoledì 13 giugno 2007

Bibliografia PPGIS


Segnalo la disponibilità di download gratuito della più completa bibliografia in tema di GIS partecipativo basato sui saperi tradizionali locali di cui abbia mai avuto notizia: si tratta del documento intitolato "Applying Participatory-GIS and Participatory Mapping to Participatory Spatial Planning (in particular to Local–level Land & Resources Management) utilising Local & Indigenous Spatial Knowledge", che si puo' scaricare da qui.
Come sempre l' Open Forum on Participatory Geographic Information Systems and Technologies e il fratello maggiore, il portale Integrated Approaches to Participatory Development si confermano come vere e proprie miniere di informazioni, procedure, metodologie, strumenti utili e casi studio riguardo GIS partecipativo e modellazione 3D partecipativa. Grazie IAPAD!


lunedì 11 giugno 2007

I suggerimenti di Google Maps


A quanto pare, non sono solo le mappe e le foto aeree ad impreziosire Google Maps: strumento assai utile, quasi insostituibile per muoversi per il vasto mondo sono le indicazioni stradali, che si possono ottenere con un semplice click del mouse specificando da dove si parte e dove si arriva... particolari e originali anche i suggerimenti per il viaggio elargiti come corredo alle indicazioni: provate ad esempio a digitare New York come luogo di partenza e Londra come luogo di arrivo, e andate a controllare al punto 21 qual'e' il modo sicuramente piu' economico e piu' ecologico per attraversare l'Oceano Atlantico...

domenica 27 maggio 2007

archivi geografici in rete: CORINE land cover

Supponiamo che si verifichi la seguente situazione: vi raggiunge una telefonata imprevista e qualcuno vi chiede: possiamo realizzare una carta che illustri l’estensione delle aree urbanizzate in Italia? Naturalmente entro il fine settimana. Magari per il fine settimana avevamo altre idee, ma possiamo comunque provarci. Potremmo utilizzare come fondo un hillshade, magari derivato da un modello di buona qualità liberamente scaricabile e disponibile per tutta Italia. Potremmo utilizzare lo SRTM, di cui abbiamo già parlato qui .
Sul fondo dovremo disporre una query di una copertura di uso del suolo che isoli le aree urbanizzate, industriali, occupate da infrastrutture, ecc.; il livello di definizione che ci siamo proposti di raggiungere ci consente di utilizzare uno splendido prodotto, realizzato attraverso il programma CORINE. Il programma CORINE (COoRdination of INformation on Environment) è stato definito dalla Commissione Europea nel 1985 con lo scopo di organizzare la raccolta di informazioni sull’ambiente e le risorse naturali della Comunità. Il programma ha previsto in particolare la produzione e raccolta di inventari legati al censimenti di biotopi, di valutazione della qualità dell’aria e, in particolare, di ricostruzioni dell’uso del suolo. Il progetto CORINE Land Cover ha creato una copertura d’uso del suolo estesa a tutta la Comunità Europea secondo una metodologia univoca per la prima volta nel 1990; l’organizzazione delle voci di uso del suolo, organizzate in livelli è diventata uno standard di riferimento assoluto. L’operazione è stata ripetuta nel 2000, e in questo caso è stata estesa ai paesi dell’Europa Centrale e Orientale. I dati del CORINE sono di pubblico dominio e disponibili in rete attraverso diversi portali, quasi sempre dopo una registrazione gratuita. Il portale più ricco è quello della Comunità Europea, a questo indirizzo.
Troverete dati e metadati di straordinaria qualità. Altrimenti potreste visitare qualche portale istituzionale italiano, per esempio quello dell’APAT Ministero dell’Ambiente, a questo indirizzo.
In apertura del post lo stato dell’urbanizzazione al 2000 della cosiddetta “ellisse della Toscana centrale”.

martedì 22 maggio 2007

una mappa dal vero

Una elaborazione sintetica delle informazioni satellitari: 17 luglio 2006, all'incirca verso le 12, la spiaggia "Dei due mari" a Caprera, nell'arcipelago de La Maddalena, Gallura, Sardegna. Qui la foto satellitare di Google Earth è insolitamente dinamica, striata di scie di imbarcazioni, affollata di natanti; le isole minori, pressochè deserte, sono assediate dal mare...lo schema ferma le imbarcazioni, galleggianti davanti all'arenile.

venerdì 18 maggio 2007

Yahoo! local maps: il terzo incomodo

Nella corsa alla realizzazione di motori di ricerca "cartografici" avanzati Google Maps e Microsoft Live Maps si contendono il primato.

Le cose stanno cambiando poichè all'orizzonte si presenta un terzo incomodo molto ingombrante... Yahoo! ha infatti messo in rete una versione aggiornata e migliorata della cartografia sulla quale si possono effettuare le operazioni di pan, zoom etc. già presenti sugli altri due servizi concorrenti.
Per la cronaca, le ortofoto del territorio italiano presenti nalla banca dati di Yahoo lasciano molto a desiderare... La vestizione della cartografia viceversa risulta chiara e gradevole.
In definitiva non vi sono novità rilevanti ma si può individuare Yahoo! local maps come un valido antagonista poichè vi sono servizi molto popolari come ad esempio Flickr (controllato da Yahoo!) che utilizzano le mappe di Yahoo! per effettuare operazioni di geotagging (come ci ricorda James Fee).
Approfondendo l'analisi della notizia, sembrerebbe il primo vero passo tangibile di "concorrenza" di Yahoo rispetto a Microsoft dopo l'accantonamento della fusione tra i due "colossi" dell'ICT.
Speriamo a questo punto che sia fornita una qualche possibilità di personalizzazione come quella già fornita da Google e da Microsoft!


giovedì 17 maggio 2007

Galileo: e pur si muove (?)

Si apprende in questi giorni che il sistema di posizionamento terrestre Galileo, antagonista europeo dello statunitense GPS, rischia di non essere realizzato. Come al solito la causa di questo genere di problemi è il denaro necessario agli investimentimento e lo slittamento dei tempi di realizzazione.
Il "consorzio" che doveva realizzare ol progetto era composto dall'agenzia spaziale europea, controllata direttamente dall'Unione Europea, ed un gruppo di 30 aziende private raccolte in 7 gruppi industriali tra le quali anche l'italiana Finmeccanica.
Il progetto nel suo complesso richiede un investimento di alcuni miliardi di euro; finora le parti in causa hanno rispettato gli accordi presi ma il futuro non sembra per niente roseo.
I tempi di realizzazione previsti all'inizio del progetto, era il 2003, vedevano il sistema Galileo funzionante nell'anno 2008. dei trenta satelliti che dovrebbero costituire la rete necessaria alla localizzazione terrestre nè è stato lanciato in orbita uno solo (nella foto in alto) e a breve termine non è previsto alcun nuovo lancio.
Ora la Commisione Europea, tramite il suo "ministro" dei trasporti, fa sapere che il progetto prenderà una direzione completamente pubblica nella fase di costruzione e lancio dei satelliti mentre valuterà se affidare alle aziende private la gestione e la fornitura dei servizi.
Gli esiti di questa scelta sono un po' ambigui: l'Unione Europea dovrà sborsare nei prossimi mesi oltre 2 miliardi di euro, e si ha l'impressione che questa non sia stata una scelta autonoma della Commissione bensì il frutto del mancato investimento da parte del gruppo di aziende private coinvolte fin dall'inizio nel progetto.
Come al solito, diremo noi italiani, quando gli interessi privati e le "tempistiche" pubbliche si mischiano i frutti restano acerbi...

mercoledì 16 maggio 2007

Mappe indispensabili (3)

Un nuovo capitolo dedicato agli oggetti di cui un cartografo non può fare a meno di circondarsi. Tre giovani designers (una canadese, una tedesca e una svedese) hanno concepito la collezione Topoware, la quale, secondo le intenzioni delle autrici, mette in discussione il trazionale "landscape dining". Il progetto prevede tovaglie, segnaposto e stoviglie ispirate alle linee della cartografia, con una aggiunta di un po' di umorismo (se il vostro piatto di portata arriverà pieno, la curva di livello visibile sul bordo segnerà "very hungry"). Il progetto (non ancora in produzione) è stato presentato lo scorso aprile a Milano. Se avete in mente di trasformare geograficamente la vostra "dining experience", potete trovare maggiori info qui.

domenica 13 maggio 2007

Mappe indispensabili (2)

Le città sono belle, e spesso le mappe di città ancora di più. Non dovrebbe stupire che qualcuno abbia pensato a utilizzare un grafo stradale per un uso stravagante. Se visitate in questi giorni il sito di Charles & Marie, un e-shop molto chic, troverete in copertina l’offerta a 15 euro di Bye Bye Fly, uno scacciamosche (o, con una espressione meno politicamente corretta, uno schiacciamosche) che riproduce, appunto, la mappa stradale del centro di Milano. Disponibile in plastiche di cinque colori diversi. Insetti e morte nella capitale del made in Italy. Che qualcuno voglia avvertirci di qualcosa?

venerdì 11 maggio 2007

Democracy island - Landing Lights Park

A proposito di SecondLife, di istituzioni presenti e di pianificazione partecipativa, segnalo l'interessante progetto chiamato "Democracy Island", della NY School of Law.
Si tratta di un'isola virtuale, anzi un arcipelago virtuale composto da sette isole ospitato nell'universo SL,
interamente dedicato allo studio, sperimentazione e verifica delle nuove possibilita' offerte alla democrazia partecipativa dai cosiddetti Massively Multiplayer Online Games (quale appunto SL), di cui potete trovare descrizione qui.

Le sette isolette sono riferite a diversi sottoprogetti: l'isola Centrale (Center Island) funge appunto da centro conferenze e incontri su tematiche generali, comuni a tutto l'arcipelago, poi possiamo visitare la Governance in SL Island, la Nanotech Island, la Audio-Visual Island, la DOT Island del Dipartimento dei Trasporti, la Projects Island, ma forse la piu' interessante e' a mio parere la Landing Lights Island, di cui potete trovare descrizione qui (pagine wiki), qui (software house) e soprattutto qui (sito governativo).
Il progetto per il nuovo (e reale!) Landing Lights Park, vicino all'aereoporto LaGuardia a NYC, ha destato grande scalpore, ed e' stato recensito anche da importanti testate quali, tra gli altri, New York Times e Wired Magazine, per l'approccio innovativo al Community Design: il consiglio del quartiere Queens ha infatti superato le classiche procedure di progettazione partecipativa invitando i cittadini residenti in zona a "costruirsi" virtualmente il parco desiderato in SL.
I partecipanti hanno potuto cosi' visitare, impersonati dai loro avatars,

la riproduzione virtuale in scala 1:5 dell'area del parco, modificandola e trasformandola con l'inserimento di piante, arredi, ecc. con procedure concertate per arrivare (non senza difficolta' e conflitti) a proposte condivise, in seguito adottate dal Quartiere e di prossima realizzazione.

Gli incontri (virtuali) e le discussioni di decisione riguardo alle varie alternative si sono svolti intorno ad un "tavolo virtuale", come in un processo di "reale" progettazione partecipativa.


Svariati gli elementi di interesse di questa ricerca: dalle tecniche di modellazione tridimensionale partecipata online, tramite l'impiego di tecnologie 3D-wiki, al coinvolgimento anche di cittadini non residenti nell'area, soprattutto giovani, che ha messo in luce da un lato la possibilita' di partecipazione "estesa", dall'altro un crescente divario generazionale nell'accesso a tali sistemi, per concludere con l'invenzione di nuove procedure decisionali e di democrazia attiva.





GisBlog Italia Vince il premio ClustrMaps

Locations of visitors to this page

Vi ricordate? Qualche tempo fa ho scritto un post che metteva a confronto alcune possibilità reperibili in rete per poter localizzare su una mappa i visitatori del proprio sito/blog.
Bene ClustrMaps, uno di questi, ci ha conferito il premio "utente del mese" per il periodo Aprile - Maggio.
Per completezza vi segnalo le motivazioni che spingono il Team di Cluster Maps ad assegnare questa premiazione:

"...winning sites are now chosen by us from a mixture of random sites that we uncover via blog searches, and enthusiastic users who have posted interesting ideas, innovations, uses, proud displays, improvements, and suggestions."

Il premio consiste nel poter usufruire del servizio senza alcuna limitazione per due anni; ciò di conseguenza permette di poter effettuare operazioni avanzate tra le quali ad esempio la possibilità di effettuare uno zoom sulla mappa in modo da poter localizzare con maggior precisione i propri utenti.
Vi invitiamo dunque a scoprire le nuove funzionalità di questo interessante strumento; sarà sempre presente sulla "fascia" destra di GisBlog.it

mercoledì 9 maggio 2007

l'isola del NOAA su Second life

Il NOAA l'agenzia del governo americano che si occupa delle condizioni degli oceani e dell'atmosfera ha creato un'isola tutta sua all'interno di Second Life, il mondo virtuale progettato, abitato e "fatto proprio" dalle molte identità che lo popolano.
Molte altre istituzioni hanno scelto di essere su Second Life. Il Mit (Massachusetts Institute of Technology), come molte altre università Statunitensi vi ha "costruito" le proprie aule: in queste ma anche nei corridoi e nei giardini intorno, avatar di docenti e studenti fanno lezione e si incontrano creando e sperimentando una nuova forma di contatto e di scambio culturale.

Tornando al tema iniziale per non precluderci di parlare di questo in un altro post, il NOAA mette a disposizione dei visitatori della sua isola una serie di strumentazioni sofisticate per esplorare il mondo di Second Life: attraverso un aeroplano è possibile vedere in modo molto ravvicinato un uragano oppure imbarcandosi su di un sommergibile, esplorare le profondità oceaniche.

Obiettivo del NOAA, è così quello di usare il mondo di Second Life per sperimentare nuove modalità di avvicinamento di un utenza generalista ai temi specialistici dell'ambiente e della scienza, offrendogli l'esperienza di questi fenomeni attraverso avventure virtuali di eventi, che sono però molto concreti.

martedì 8 maggio 2007

Mappe indispensabili

Come al solito i miei post esulano un poco dal "ruolo istituzionale" di Gisblog.it e nonostante i miei sforzi, gli argomenti che tratto sono quasi sempre asimmetrici a quelli di Fabio&Fabio.
Mi ero ripromesso di scrivere un post fantastico sul sistema Waas-Egnos, geostazionario, immobile sull'equatore, ma, purtoppo, anche questa volta ho deviato di nuovo la mia strada e mi trovo adesso a parlare di mappe, come dire, alternative.
La mappa che introduce le mie parole l'ho trovata qui.
Se le mappe del mio post precedente (How We Watch the City: Popularity and Online Maps) descrivevano i luoghi più cliccati su Virtual Earth, queste, descrivono, estraggono dunque, i luoghi delle comunità che abitano il WWW.
La grafica semplice è però molto efficace: all'estremo nord, al freddo ed al gelo, la regione Icy North, popolata dalle comunità di Microsoft, Yahoo ed Aol; all'estremo sud, o almeno così suppongo, dove il sole è caldo ela passione bollente, si dispongono le isole del Blogcipelago, l'isola di Wikipedia e le Irc Isles.
Nel centro molte altre comunità ed altri mari; molto carina, in mezzo al mare, la rosa dei venti.
Non vi resta che cercare, come ho fatto io, la terra della vostra comunità.
Buon vento ;-)

PS
Se volete acquistare la mappa potrete farlo qui, insieme a strepitose magliette... ora vado a comprare quella: "No raptors".

domenica 6 maggio 2007

archivi geografici in rete: SRTM

E se fosse necessario costruire entro la giornata una mappa speditiva della Puglia senza avere nulla in archivio? La risoluzione di GTOPO30 (o di GLOBE) non sarebbe sufficiente. Occorrerebbe trovare in rete un DTM di passo ragionevole per una rappresentazione 1/250000 più o meno. Bene: il DTM c’è e si chiama SRTM.
SRTM (Shuttle Radar Topography Mission) è un progetto internazionale realizzato sotto il coordinamento congiunto dalla National Geospatial-Intelligence Agency (NGA) e dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA). Sono stati prodotti dati altimetrici per circa l’80% della superficie terrestre, escludendo le latitudini estreme, a sud e a nord (non è coperta l’Antartide, e a nord il dataset si ferma poco oltre la Scozia). Il rilevo altimetrico è stato realizzato attraverso la tecnica della interferometria radar; questa tecnica utilizza le differenze di immagini radar riprese da diversa collocazione per calcolare l’altimetria della superficie osservata. Le riprese radar sono state realizzate durante una missione Shuttle nel 2002. La risoluzione originale dei dati è di 30 metri al suolo; i dati sono stati successivamente interpolati per raggiungere una risoluzione di 90 metri. Dal 2004 tutto i dati sono stati resi pubblici e disponibili per il download. I dati sono continuamente perfezionati, tant’è che ne esistono successive release progressivamente di migliore qualità. La release più recente è la 3. Maggiori info qui e qui.

Esistono diversi modi per scaricare il dataset, evidentemente organizzato in distinte tile. Il riferimento che consigliamo è il CGIAR-CSI (Consortium for Spatial Information) che mette a diposizione dell’utente (a partire da qui ) un paio di possibilità brillanti. La prima, disponibile qui , permette di individuare la tile prescelta (l’estensione di ciascuna tile è 5x5 gradi)in una interfaccia grafica, o, in alternativa attraverso l’indicazione delle coordinate. La seconda si chiama TOPOVIEW e fa uso dell’interfaccia di Google Earth per individuare le tile e scaricare i dati. TOPOVIEW è accessibile da qui ed è piuttosto divertente da provare. I formati disponibili sono il geotiff e il formato ascii delle griglie ESRI (.asc).

In apertura del post una Puglia/Basilicata realizzare a partire da SRTM e proiettata in UTM33N.

sabato 28 aprile 2007

archivi geografici in rete: GLOBE

La rete riserva sempre sorprese ai collezionisti di informazione geografica. Poniamo che per qualche motivo abbiate bisogno di una carta speditiva della Bolivia (può capitare: per illustrare il report di un viaggio, per un primo inquadramento del territorio della vostra tesi sulla cooperazione internazionale…). E poniamo che abbiate poche ore di tempo per finire il lavoro; e poniamo che non abbiate niente, ma proprio niente, nel vostro archivio. Bisognerà risolvere con quello che si trova in rete. La carta dovrà contenere, più o meno: confini nazionali, principali città, principali vie di comunicazione, fiumi, laghi e naturalmente sullo sfondo una rappresentazione del rilievo. Bene, andiamo a caccia di un DTM di qualità sufficiente per una rappresentazione 1:3000000, più meno. Bene, questa premessa vuole giustificare il perché ci occupiamo in questo post di un modello digitale del terreno alternativo a GTOPO30 di cui si è già discusso qui.
Il dataset di cui parliamo si chiama Global Land One-kilometer Base Elevation (GLOBE) e condivide con GTOPO30 alcune caratteristiche: anch’esso è disponibile per tutta la superficie terrestre, anch’esso ha risoluzione pari a 30 secondi d’arco (appunto, un chilometro al suolo). Anche in questo caso si tratta di un mosaico di dati derivati da fonti diverse, ma l’istituzione promotrice del lavoro non è lo U.S. Geological Survey,ma il National Oceanic and Atmospheric Administration's (NOAA's), e in particolare il National Geophysical Data Center (NGDC). GLOBE è stato pubblicato nel 1999 ed è accessibile in rete qui. La documentazione, molto ricca, è consultabile a partire da qui.
Ci sono due possibilità distinte per scaricare i dati utili: in una prima ipotesi è possibile precisare in una interfaccia on line l’estensione dell’area richiesta e il formato in cui si vogliono ricevere i dati; in una seconda ipotesi si può scaricare tutto il dataset (organizzato in 16 tile) e chiedere al piccolo, meraviglioso e gratuito 3DEM (info e download qui) di fare per voi il lavoro di estrazione. Naturalmente esiste anche la possibilità di caricare il dataset (con l’accortezza di seguire le istruzioni leggibili nella documentazione) direttamente nel vostro GIS di elezione. Bene, l’immagine che introduce il post (una piccola Bolivia) è realizzata in ArcGis; l’altimetria è derivata da GLOBE e la mappa è proiettata in UTM20S. Anche laghi, fiumi, strade e principali città sono scaricati da archivi gratuiti accessibili su Internet, ma questa è un’altra storia, di cui parleremo presto.

venerdì 27 aprile 2007

Louis Vuitton Cup _ 32ma America's Cup

In questi giorni seguo la Louis Vuitton Cup e quasi ormai succube di ArcGis e ArcScene mi trovo ad ammirare gli spruzzi che fanno le barche sul virtual eye, gli spinnaker che si gonfiano sotto un vento virtuale, il sole che si riflette sulle onde... riemergo dai miei pensieri e torno davanti al mio Powerbook.
"Nel 1992, una azienda neozelandese, la ARL (Animation reaserch limited), sviluppò un pacchetto grafico chiamato Winged Keel che ricreava in tempo reale una animazione 3D per seguire le regate dell'America's Cup (in quell'anno si tenevano a San Diego, CA).
Per la prima volta al mondo, veniva usata una tecnologia GPS per tracciare da terra la rotta delle barche ed inviare a terra anche tutta una cospicua serie di dati; questi venivano elaborati da un computer delle dimensioni di un piccolo frigorifero e dal costo di 500K $ e restituiti in una ricostruzione in 3d della regata.

Da quando i segnali partivano dalle barche a quando la loro immagine virtuale era inviata ai circuiti televisivi passava circa mezzo secondo.
Dal 2003, grazie alla tecnologia, il computer grande come un piccolo frigorifero si è ridotto delle dimensioni di una scatola da scarpe dal costo di 3K $.
Se all'inizio la grafica del virtual eye era sobria adesso si è arricchita di tutta una serie di effetti e di informazioni: grid line mostrano la posizione delle imbarcazioni, mentre altre linee perpendicolari alla prua indicano la posizione della barca rispetto all'altra. Piccoli cerchi a poppa delle barca disegnati ogni due secondi rendono chiari i cambiamenti di velocità delle imbarcazioni...
Tutta questa mole di dati che arriva a terra consente la rappresentazione di una notevole quantità di informazioni come ad esempio la velocità e la direzione del vento nei diversi punti del campo di regata e dunque anche probabili tempi di arrivo alla boa".
Inutile dire che tutti i dati che volano sul campo di regata sono criptati per ovvi motivi di competizione sportiva.


La ARL non si occupa di Louis Vuitton Cup e America's Cup, ma anche di effetti speciali per la televisione, di sport graphic (virtual eye golf, motorsport, e cricket) e di spot pubblicitari.

Adesso posso tornare davanti la TV.

giovedì 26 aprile 2007

Il turismo in Video... su Google Maps

Per chi, come me, sta scegliendo la prossima meta di un viaggio segnalo alcune soluzioni che forniscono la possibilità di vedere video (che documentano aspetti interessanti per il turista) la cui localizzazione è disposta direttamente sulla mappa di google maps.
- VeniVidiWiki: La pagina principale di questo sito ospita la mappa di Google sulla quale compaiono una serie di segnali che stanno a significare la presenza di un video che documenta le caratteristiche di quel dato luogo. La forza di questa soluzione è quella di aver categorizzato i video in funzione degli aspetti descritti e quindi sarà possibile spuntare una delle voci sulla sinistra della mappa per poter far comparire sulla mappa quei segnali relativi alla tipologia interessata. Ad esempio è possibile ottenere la posizione, e il video descrittivo di musei, oppure di attrazioni naturali, oppure ancora di alberghi ,ristoranti etc. L'utente ha la possibilità di aggiungere il proprio video in modo interattivo così da poter condividere con gli altri utenti le proprie informazioni.
- VirtualTourism: L'impostazione di questo sito è un po' diversa ma altrettanto interessante, si parte con il selezionare da una lista un luogo di interesse elencato in funzione della nazione di appartenenza; una volta selezionato sarà possibile leggere una breve scheda al termine della quale un link ci rimanda alla isualizzazione sulla mappa di google di quel dato luogo. Il segnale presente sulla mappa peremtte con un clic di aprire una finestra interattiva contenente il filmato interessato.
- LonelyPlanet.tv: Il sito offerto dalla famosa casa editrice di guide turistiche permette agli utenti di caricare i propri video. Sulla pagina principale compare una piccola mappa di Google sulla quale compaiono una serie di luoghi presso i quali è disponibile la possibilità di visionare i filmati relativi. E' possibile inoltre accedere alla libreria completa dei video anche attraverso un motore di ricerca interno. Si fa presente però che la libreria di video presenti in archivio contiene moltissimi video che non sono stati localizzati sulla mappa. Questo è frutto della scelta di permettere agli utenti di caricare il proprio video senza localizzarlo sulla mappa... scelta molto discutibile...

Questa segnalazione non vuole essere esaustiva, bensì mette in evidenza quelle che sono le soluzioni più intererssanti rinvenute sul web. E voi avete trovato di meglio?

fonte: googlemapsmania

Google Maps e i Simpson

martedì 24 aprile 2007

archivi geografici in rete: GTOPO30

Esistono sulla rete archivi preziosi da cui è possibile attingere per ottenere dati geografici di qualità.
In questo post ci occupiamo della copertura GTOPO30, curata dalla agenzia governativa statunitense US Geological Survey. GTOPO30 è un modello digitale del terreno che copre tutta la superficie del globo, con una risoluzione pari a 30 secondi d’arco (grosso modo un chilometro al suolo). La copertura è stata costruita dal 1993 al 1996 e in seguito progressivamente perfezionata integrando fonti diverse sia raster che vettoriali. La precisione è variabile in funzione delle fonti utilizzate; i metadati redatti da USGS (disponibili qui) dichiarano un più o meno 160 metri.
Questa copertura non è dunque un granché utile per analisi spaziali (ma può essere molto utile per migliorare le visualizzazioni cartografiche; per tutti i casi qualche applicazione significativa è pubblicata qui), ma ha almeno due importanti motivi di interesse.
Primo: è una copertura globale e si può avere informazione sugli angoli più sperduti della Terra; le sue dimensioni complessive valgono 21600 righe per 43200 colonne (novecentotrentatremilionicentoventimila punti).
Secondo: è gratuita e può essere liberamente scaricata da internet (a partire da qui). Tutto il dataset è organizzato in 33 tile di dimensioni variabili che possono essere scaricate in file compressi in formato tar.gz; una volta scompattati (con winrar, per esempio) si può dare un’occhiata a come è organizzato il dataset. Il modello vero e proprio è registrato in formato .dem, ma al modello è allegata una serie di file ASCII relativi a informazioni statistiche, coordinate di georeferenziazione, sistema di riferimento, ecc.; è presenta anche una griglia raster che dichiara punto per punto le fonti utilizzate per costruire il modello. Le coordinate sono geografiche, il datum è WGS84. Le versioni recenti di ArcGis aprono il formato .dem senza problemi. Per tutti i casi basterà rinominare il file .dem in .bil per aprirlo anche con versioni più datate.
Per quello che ci riguarda però il tool migliore per gestire GTOPO30 è un piccolo software gratuito, per altro molto noto, destinato espressamente alla visualizzazione dei modelli digitali del terreno, che si chiama 3DEM (info e download a partire da qui). 3DEM ha funzioni evolute che permettono di esplorare con efficacia GTOPO30. La sequenza operativa è più o meno la seguente: si avverte 3DEM che si vuole caricare una tile di GTOPO30, il software risponderà mostrando una interfaccia attraverso la quale può essere definita (in coordinate geografiche) l’estensione del dataset, obbligatoriamente quadrato, che si vuole estrarre (per inquadrare l’Italia, per esempio, si chiederà di fare centro su W012N42 e di estendersi nella quattro direzioni di 13 gradi); a questo punto 3DEM chiederà di localizzare sulle risorse locali le tile GTOPO30 necessarie per coprire l’estensione richiesta (per l’Italia, per esempio, ne sono necessarie due); infine il nuovo dataset sarà disponibile per la visualizzazione e per le altre operazioni possibili in 3DEM. Sarà tra l’altro possibile risolvere con semplicità alcuni problemi di dati mancanti.
Una volta così rifinito il modello, potrà essere esportato in un formato digeribile per il vostro GIS di elezione (per ArcGis, salvo un supplemento di istruttoria, sembra consigliabile uscire in GeoTiff). In apertura del post vedete una visualizzazione altimetrica realizzata col metodo descritto e restituita in ArcGis proiettando in UTM32N.

lunedì 23 aprile 2007

How We Watch the City: Popularity and Online Maps

La mappa che vedete affianco non rappresenta un'immagine notturna degli Stati Uniti ma raffigura i luoghi di interesse che sono stati cliccati con maggior frequenza su Virtual Earth negli ultimi 8 mesi.
Autore di questa ricerca è Danyel Fisher del Microsoft Research che ha pubblicato un interessante documento sul tema "How We Watch the City: Popularity and Online Maps" (280kb PDF).
Il ventaglio delle tonalità va dal bianco al rosso e come è facile intuire le zone più chiare sono quelle ove maggiori sono state le richieste di visualizzazione della mappa mentre quelle rosse, quelle meno.
Ciò che suggerisce Fisher e che ciò che emerge dalle immagini allegate al suo scritto è una informazione preziosa sulle modalità attraverso le quali si prende conoscenza del territorio, sulla capacità attrattiva dei luoghi e su ciò che magari si immagina di trovare in essi...; dalla grande e suggestiva città al modesto suburbio la mappa diviene il luogo della ricerca.
Queste immagini sono lo specchio di una nuova geografia e la rappresentazione della sovrapposizione di molti sguardi curiosi che prendono conoscenza con il mondo, che può essere quello del vicino di casa invisibile oltre la siepe o quello dei luoghi distanti e diversi del non quotidiano.

mercoledì 18 aprile 2007

Googlemap's style in ArcGIS

Se siete superfans di google maps e del suo stile grafico, se volete stupire i vostri amici con una mappa stradale fatta su misura per loro (magari sbagliata per condurli lontano dalla vostra festa di compleanno privatissima), sul blog curato da Brady Davis troverete tutto il necessario per realizzarla.
Se gli stili mancano di alcune funzioni avanzate come lo
scaling delle linee e delle etichette, funzionano magnificamente per realizzare mappe a scala intorno a 1:18.000.
Se volete scaricare lo stile google maps per i vostri grafi stradali, creare mappe per i vostri amici con i quali condividere i vostri luoghi preferiti, o indirizzarli dall'altro capo del mondo per poi dire, desolati: "Ma come! Se l'ho scaricata da google maps!!!", cliccate qui.

PS: Funziona con ArcGis versioni 8.3 e successive.

martedì 17 aprile 2007

Rilasciato il Service Pack 2 per Arcgis 9.2

Nella giornata di ieri ESRI ha reso disponibile il download del service pack 2 per ArcGis 9.2. A differenza delle versioni precedenti, se si usa ArcSDE 9.2 o ArcIMS 9.2, sarà necessario scaricare il Servcie Pack adeguato per ciascuna applicazione.
Il S.P. 2 per ArcGis 9.2 ha un "peso" di 87 MB e contiene tutte le migliorie contenute nel service pack precedente.
C'è chi sostiene che questo aggiornamento vada considerato come una vera e propria nuova versione di ArcGIS poichè oltre a "sistemare" numerosi problemi riscontrati fornisce numerose nuove possibilità!
Buon scaricamento!

PS: una curiosità... se non sapete o non vi ricordate che versione di ArcGIS avete installato sul vostro computer o se volete sapere se avete già installato il service pack sul vostro computer potete scaricare service pack finder sempre dalla stessa pagina!

lunedì 16 aprile 2007

Pubblicare le "mie mappe" sul proprio blog



Uno degli argomenti che sta popolando i siti/blog dedicati al mondo dell'informazione geografica riguarda la pubblicazione delle mappe generate con la nuova funzione di Google Maps denominata "le mie mappe" a cui, peraltro, fabio.lucchesi ha dedicato un post recentemente.
il blog Google Maps Mania ha dedicato un interessante post sulle possibilità disponibili in rete per poter visualizzare le sinole mappe sul proprio sito/blog.
Vengono segnalate fondamentalmente due possibilità:
1) My Maps Plus: questo sito permette di indicare gli estremi della propria "google mappa" e, tramite un'operazione per certi versi complessa genera una porzione di codice html/javascript che è possibile caricare nelle pagine del proprio sito web. Faccio però presente che, dopo numerosi tentativi, non è stato possibile carciare la mappa sul presente blog;
2) Ongopongo: questo sito, oltre ad essere un interessante motore di ricerca delle mappe, fornisce la possibilità di generare, in maniera abbastanza semplice, una breve porzione di codice da caricare sul proprio sito/blog sul quale si voglia visualizzare la mappa. Modificando leggermente il codice generato si può modificare l'aspetto generale della mappa. Purtroppo non è permesso effettuare zoom. un risultato molto semplice è pubblicato all'inizo di questo post.

mercoledì 11 aprile 2007

le "collections" di live local

Il post precedente trattava di come sia possibile utilizzare gli strumenti che google maps mette a disposizione per disegnare un proprio mashup direttamente dal browser. Più o meno le stesse funzionalità sono messe a disposizione da Microsoft con il suo Live Local (accesso da qui). In questo post verifichiamo se ci sono differenze sostanziali di funzionalità tra i due ambienti. Il principio di base è esattamente lo stesso: si ha la possibilità di salvare in remoto un mashup costruito disegnando sulle mappe di live local, solo a condizione di possedere un account (gratuito) su Windows Live. Microsoft chiama una mappa personale “Collection” e in effetti è il tab “collections” nell’interfaccia di maps.live che permette di accedere alle funzionalità di editing.
Come nelle My Maps di Google è possibile decidere se la mappa può essere condivisa e raggiungibile attraverso motori di ricerca oppure no; diversamente da Google esiste qui la possibilità di aggiungere alla mappa delle parole chiave (oltre al titolo e a una descrizione) per migliorare le funzionalità di ricerca. Come nelle My Maps di Google è possibile disegnare sulla carta (con lo strumento Scratch Pad) punti, linee e poligoni e associare alle geometrie informazione descrittiva: testi direttamente editabili, oppure fotografie o video disponibili in qualche archivio in rete, pubblico o privato; tuttavia le modalità di accesso a queste funzioni sono meno intuitive e meno potenti: non è possibile, per esempio modificare in alcun modo lo stile di testo. Disegnando una linea o un poligono in Live Local viene visualizzata la lunghezza reale delle distanze segnate; una funzionalità utile, salvo che le unità di misura non sono metriche ma espresse nel Sistema Inglese. Le possibilità di vestizione grafica sono efficienti, ma meno versatili di quelle di Google: un solo simbolo (il classico pushpin) per i punti, nessuna possibilità di regolare la trasparenza per linee e poligoni. A suo vantaggio Live Local consente di modificare lo stile di tratteggio delle linee, una funzionalità impossibile per le My Maps di Google. Anche in questo ambiente non è possibile importare dati già disponibili in formati standard (shapefile, gpx, ecc.).
Comprensibilmente le geometrie tracciate incorporeranno gli errori di georeferenziazione delle mappe e delle immagini; anche se va detto, come già rilevato in un post precedente, la georeferenziazione delle immagini Microsoft per l’Italia (la copertura “Italia 2000”) è molto buona, così come la qualità complessiva.

lunedì 9 aprile 2007

Google Maps: le mie mappe

In molti hanno la sensazione che la crescita dei contenuti web costruiti dagli utenti avrà una relazione molto diretta con l’informazione geografica e le tecnologie per la sua gestione. Quello che si può osservare oggi è che la localizzazione e le distanze dello spazio reale hanno un ruolo crescente nella comunicazione su internet. Le domande che cominciano con “dove” tornano ad avere un senso importante.
Ultima notizia: Google ha messo a disposizione dei propri utenti (coloro che hanno sottoscritto un account gratuito) la possibilità di creare dal browser semplici mashups salvati automaticamente su server remoti (informazioni qui; istruzioni tecniche qui).
I mashups potranno essere resi pubblici da google su richiesta di chi li ha creati; se una mappa è pubblica potrà apparire nei risultati di ricerca di Google Maps e Google Earth; se una mappa è privata potrà essere consultata solo conoscendone l’URL. L’utente ha a disposizione alcuni semplici strumenti di disegno per costruire la propria mappa riferendosi alla mappa stradale o alla fotografia: è possibile aggiungere punti, linee e poligoni. Punti, linee e poligoni possono essere adeguatamente “vestiti”: per i punti si hanno a disposizione un centinaio di simboli, non scalabili; per le linee è possibile scalare lo spessore, in pixel, scegliere un colore tra quelli disponibili e dosare la percentuale di trasparenza; è possibile editare il bordo dei poligoni con le stesse modalità delle linee, ed è possibile scegliere un colore e una trasparenza anche per il riempimento. A ogni elemento grafico può essere aggiunta informazione descrittiva: testi direttamente editabili, oppure fotografie o video disponibili in qualche archivio in rete, pubblico o privato. I risultati grafici ottenibili sono del tutto adeguati agli ambiti d’uso dei mashup, anche se non è possibile importare dati già disponibili in formati standard (shapefile, gpx, ecc.). D’altra parte il disegno diretto delle geometrie si porta dietro tutti gli errori di georeferenziazione delle mappe di google, che in qualche caso sono molto significativi. La mappa può anche essere esportata in kml per Google Earth; il risultato del drappeggio sul modello 3D delle geometrie aggiunte è buono per i poligoni, deludente per le linee. Una volta creata la mappa è collegabile a un blog o un sito internet nei modi consueti.
Complessivamente lo strumento è molto semplice da utilizzare ed ha potenzialità enormi, soprattutto per le mappe di consultazione pubblica. Ma possiamo immaginare semplici scenari anche per mappe private: dovete invitare amici a una cena nella vostra casa in campagna: potete evitare di segnare tracciati, punti di riferimento a incroci importanti, croci sul luogo di destinazione, ecc. su fogli di carta. Basterà inviare via mail l’URL alla mappa ai vostri amici, che potranno visualizzarla, e stamparla se è necessario. Avete fatto le vacanze di Pasqua in qualche villaggio esotico: potete evitare di mandare cartoline per descrivere i luoghi delle vostre escursioni: di nuovo, potrete tracciare i percorsi su Google Maps, salvare un mashup e inviare l’URL ad amici e parenti.

domenica 8 aprile 2007

Buona Pasqua

Il Team di GisBlog Italia augura a tutti una Buona Pasqua! Per l'occasione vi segnaliamo un avvistamento attinente alla Pasqua di un luogo su Google Earth/Maps: Un coniglio rosa gigante! Volete saperne di più? basta fare un clic qui oppure qui.

Ancora auguri.

mercoledì 4 aprile 2007

Foto panoramiche in HD pubblicate sul web

Tra gli studiosi del territorio c'è una folta schiera di appassionati di fotografia. Spesso la necessità di fotografare un panorama dettagliato si scontra con i limiti tecnici delle macchine fotografiche digitali non professionali.
Per aggirare questo problema è possibile eseguire una serie di fotografie da un unico punto di vista montando la propria macchina fotografica su un cavalletto. Mediante software dedicati è poi possibile "mosaicare" le immagini ottenute generando immagini molto grandi e molto dettagliate.
Su internet si possono trovare alcuni esperimenti di pubblicazioni di immagini giganti che raggiungono anche gli 8 GigaPixel... sì avete capito bene, 8 GigaPixel! Equivalgono a circa 8 mila MegaPixel. Se si pensa che una macchina digitale normalmente produce immagini di 7-8 MegaPixel si capisce che queste immagini possono raggiungere 1000 volte l'ordine di grandezza delle foto scattate da semplici macchine digitali! ... Se volete avere un'idea più concreta potete vedere le immagini pubblicate da un progetto sviluppato dalla De Agostini.

Quello di cui parliamo oggi è il modo in cui è possibile pubblicare queste foto giganti sul web mediante servizi o programmi dedicati a questa problematica.

La novità di questi giorni è un software offerto dai ricercatori della Microsoft Resesarch Lab denominato HD View che consente di vidualizzare le proprie foto giganti mediante una tecnologia che oltre a premettere il pan e lo zoom agisce in fase di visualizzazione con una distorsione "sferico-cilindirca" che aggiunge un po' di realismo alla visualizzazione di un immagine bidimensionale. Per capire meglio vi invito a visitare il sito dove sono presenti numerosi esempi. (per visulizzare queste fotografie è necessario avere internet exporer in ambiente windows) Vi sarà chiesto se installare un controllo Active X, io vi consiglio di acconsentire...
Se volete creare i vostri panorami potrete utilizzare il software scaricabile gratuitamente da qui.

Un altro metodo abbastanza semplice è quello di sfruttare la tecnologia Zoomify basata su un algoritmo che sfrutta la tecnologia Flash; L'Universtià olandese di Delft ha composto una fotografia dei dintorni del campus e l'ha pubblicata con la tecnologia Zoomify.
Per generare una fotografia che sfrutti questo sistema è sufficiente utilizzare il software scaricabile grauitamente dal sito di Zoomify; per pubblicare le proprie foto è invece necessario avere a disposizione uno spazio web ed avere un po' di dimestichezza con il linguaggio html.

Se da un lato HD View può fornire una percezione maggiormente realistica dei panorami, la tecnologia Zoomify è forse più veloce e maggiormente dinamica.

Secondo voi quale è la più convincente?

Fonte: Veryspatial