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venerdì 27 luglio 2007

Preservare il patrimonio artistico con il Laserscan

Ci sono varie strade da percorrere per "conservare" il patrimonio artistico-architettonico mondiale: uno dei sistemi più tecnologicamente avanzati è costituito dai rilevi tridimensionali effettuati con il laser-scanning.
Questo è il principio che ha spinto la "Kacyra Family Foundation" in collaborazione con la Leica Geosystem a costituire il progetto CyArk .
Attraverso le rilevazioni effettuate con il laserscan di numerosi monumenti sparsi sul Globo il gruppo di studiosi ha realizzato un archivio di modelli 3D liberamente distribuiti via internet e visualizzabili attraverso una semplice interfaccia web (che sfrutta la tecnologia Java).
E' così possibile accedere al modello della Torre di Pisa o al Tempio Tikal in Guatemala oppure ancora a documenti audiovisivi del centro storico di Salvador de Baia o le mappe dei rilievi effettuati in Egitto.
L'eccezionalità di questo progetto non sta solo nella tecnologia utilizzata; sta soprattutto nella libera fruibilità dei dati: è proprio il caso di dire che il patrimonio artistico non è tale se non è raggiungibile da tutti.

fonte VerySpatial

mercoledì 4 aprile 2007

Foto panoramiche in HD pubblicate sul web

Tra gli studiosi del territorio c'è una folta schiera di appassionati di fotografia. Spesso la necessità di fotografare un panorama dettagliato si scontra con i limiti tecnici delle macchine fotografiche digitali non professionali.
Per aggirare questo problema è possibile eseguire una serie di fotografie da un unico punto di vista montando la propria macchina fotografica su un cavalletto. Mediante software dedicati è poi possibile "mosaicare" le immagini ottenute generando immagini molto grandi e molto dettagliate.
Su internet si possono trovare alcuni esperimenti di pubblicazioni di immagini giganti che raggiungono anche gli 8 GigaPixel... sì avete capito bene, 8 GigaPixel! Equivalgono a circa 8 mila MegaPixel. Se si pensa che una macchina digitale normalmente produce immagini di 7-8 MegaPixel si capisce che queste immagini possono raggiungere 1000 volte l'ordine di grandezza delle foto scattate da semplici macchine digitali! ... Se volete avere un'idea più concreta potete vedere le immagini pubblicate da un progetto sviluppato dalla De Agostini.

Quello di cui parliamo oggi è il modo in cui è possibile pubblicare queste foto giganti sul web mediante servizi o programmi dedicati a questa problematica.

La novità di questi giorni è un software offerto dai ricercatori della Microsoft Resesarch Lab denominato HD View che consente di vidualizzare le proprie foto giganti mediante una tecnologia che oltre a premettere il pan e lo zoom agisce in fase di visualizzazione con una distorsione "sferico-cilindirca" che aggiunge un po' di realismo alla visualizzazione di un immagine bidimensionale. Per capire meglio vi invito a visitare il sito dove sono presenti numerosi esempi. (per visulizzare queste fotografie è necessario avere internet exporer in ambiente windows) Vi sarà chiesto se installare un controllo Active X, io vi consiglio di acconsentire...
Se volete creare i vostri panorami potrete utilizzare il software scaricabile gratuitamente da qui.

Un altro metodo abbastanza semplice è quello di sfruttare la tecnologia Zoomify basata su un algoritmo che sfrutta la tecnologia Flash; L'Universtià olandese di Delft ha composto una fotografia dei dintorni del campus e l'ha pubblicata con la tecnologia Zoomify.
Per generare una fotografia che sfrutti questo sistema è sufficiente utilizzare il software scaricabile grauitamente dal sito di Zoomify; per pubblicare le proprie foto è invece necessario avere a disposizione uno spazio web ed avere un po' di dimestichezza con il linguaggio html.

Se da un lato HD View può fornire una percezione maggiormente realistica dei panorami, la tecnologia Zoomify è forse più veloce e maggiormente dinamica.

Secondo voi quale è la più convincente?

Fonte: Veryspatial

giovedì 22 febbraio 2007

geotagging con robogeo

Dov’ero quando ho scattato questa foto? Sarà capitato a molti di avere questo dubbio, soprattutto quando si rivedono le foto riprese durante viaggi o escursioni domenicali. Rispondere a questa domanda è relativamente facile, se si dispone di un dispositivo GPS e si sa che nelle informazioni accessorie associate alle immagini jpeg e tiff (exif) è possibile registrare le coordinate del punto di ripresa. Questa operazione, che si definisce geotagging, può essere condotta manualmente con un semplice editor exif (fabio.nardini consiglia exifer, freeware, disponibile a www.friedemann-schmidt.com/software/exifer/), ma è infinitamente più pratica con un software dedicato. Esistono alcuni software freeware dedicati allo scopo: per esempio WWMX location stamper (info: www.wwmx.org/Download.aspx). Suggeriamo tuttavia di dare un’occhiata anche a RoboGEO (www.robogeo.com), che per poco meno di 40$ per una licenza per uso personale, permette di ottenere con semplicità una serie di cose interessanti. La sequenza operativa è più o meno la seguente: uscite, accendete il vostro GPS, che deve essere in grado di registrare la traccia degli spostamenti (un vecchio garmin va benone, se volete un oggetto più stiloso, ma dedicato solo a questo scopo, potreste usare un Sony GPS-CS1) e cominciate a fare foto. Potete dimenticarvi del GPS, salvo di sostituire le pile quando c’è bisogno e di non superare il limite di trackpoints che il dispositivo è in grado di memorizzare. Tornati a casa caricate le immagini su RoboGEO che leggerà i metadata e saprà a che ora ogni immagine è stata scattata. Potrete tarare l’orologio della fotocamera con quello del GPS (è una buona idea fotografare anche la schermata del garmin con l’ora in evidenza e calcolare la differenza tra quanto c’è scritto nell’exif e quando si legge sullo schermo). RoboGEO modificherà l’ora di ripresa di tutte le immagini sulla base della taratura. A questo punto collegate il GPS a una porta USB e lasciate che il software scriva nell’exif di ciascuna foto le coordinate del trackpoint più vicino nel tempo ai momenti di scatto delle foto. Ciò fatto potrete: scrivere automaticamente le coordinate del punto di ripresa nell’exif delle foto; stampare le coordinate in basso sulle foto; salvare un file kml o kmz per Google Earth; esportare una pagina web Google Map; esportare per il servizio di Flickr destinato alle foto provviste di geotag; e altre cose ancora, tra cui, scusate se è poco, salvare uno shapefile puntuale dei punti di ripresa con incorporati gli hot link alle immagini.

lunedì 19 febbraio 2007

le fotografie di flickr e Google Earth in un colpo solo

Vediamo un po': Google Earth è una fonte di informazioni geografiche immensa, flickr è una raccolta di immagini fotografiche enorme, perchè non fondere le due cose? questo è quello che in linea di massima si sono chiesti alla MetalToad Media e ne è venuta fuori una perfetta fusione tra localizzazione e fotografie. In parole spicciole è possibile visualizzare all'interno di google earth le migliaia di foto presenti su flickr. Per attivare questa funzionalità è sufficiente aprire un collegamento ipertestuale presente sul sito degli autori (o fare click qui) e selezionare "Apri" quando la finestra di dialogo del browser chiede il da farsi. Così facendo si aprirà Google Earth e comparirà tra i luoghi temporanei un "tema" denominato "Flickr photos". Dopo questa operazione ogni qualvolta sosteremo per qualche secondo in una determinata posizione sul globo compariranno sulla superficie una serie palline di colore rosso. Ciascua di esse rappresenta il luogo dove è stata scattata una fotografia; facendo un click su una di queste si aprirà una finestra dinamica che mostra la foto prescelta ed una descrizione.
E' una funzionalità molto interessante per chi cerca fotografie di un luogo particolare... ve la consiglio: non è per niente invasivo, è gratuito ed è possibile rimuoverla molto semplicemente.


PS: se avete gradito e volete continuare ad utilizzare questa funzione non dimenticatevi, all'interno di Google Earth, di spostare il "tema" Flickr photos nei luoghi personali!

venerdì 16 febbraio 2007

Italia, sorridi, le tue foto "oblique" sono su Virtual Earth

Dopo un'importante campagna di rilevamento fotografico svoltosi negli Stati Uniti, Microsoft, attraverso Virtual Earth, si è decisa a pubblicare anche foto "oblique" (diverse dalle foto satellitari) del vecchio continente e fortunatamente alcune città del nostro Stivale ricadono nella prima mandata. Ad esempio se provate ad avvicinarvi al centro di Roma trovate una vista suggestiva del simbolo di Roma: il Colosseo! (vedi foto)
Più precisamente, per attivare questo tipo di vista, quando avrete individuato il luogo desdierato e sarete abbastanza ravvicinati sarà sufficiente nella vista 2D selezionare l'icona a forma di palazzo "Switch to bird's eye view" ed otterrete un interessante risultato!

fonte: TANTO...