sabato 28 aprile 2007

archivi geografici in rete: GLOBE

La rete riserva sempre sorprese ai collezionisti di informazione geografica. Poniamo che per qualche motivo abbiate bisogno di una carta speditiva della Bolivia (può capitare: per illustrare il report di un viaggio, per un primo inquadramento del territorio della vostra tesi sulla cooperazione internazionale…). E poniamo che abbiate poche ore di tempo per finire il lavoro; e poniamo che non abbiate niente, ma proprio niente, nel vostro archivio. Bisognerà risolvere con quello che si trova in rete. La carta dovrà contenere, più o meno: confini nazionali, principali città, principali vie di comunicazione, fiumi, laghi e naturalmente sullo sfondo una rappresentazione del rilievo. Bene, andiamo a caccia di un DTM di qualità sufficiente per una rappresentazione 1:3000000, più meno. Bene, questa premessa vuole giustificare il perché ci occupiamo in questo post di un modello digitale del terreno alternativo a GTOPO30 di cui si è già discusso qui.
Il dataset di cui parliamo si chiama Global Land One-kilometer Base Elevation (GLOBE) e condivide con GTOPO30 alcune caratteristiche: anch’esso è disponibile per tutta la superficie terrestre, anch’esso ha risoluzione pari a 30 secondi d’arco (appunto, un chilometro al suolo). Anche in questo caso si tratta di un mosaico di dati derivati da fonti diverse, ma l’istituzione promotrice del lavoro non è lo U.S. Geological Survey,ma il National Oceanic and Atmospheric Administration's (NOAA's), e in particolare il National Geophysical Data Center (NGDC). GLOBE è stato pubblicato nel 1999 ed è accessibile in rete qui. La documentazione, molto ricca, è consultabile a partire da qui.
Ci sono due possibilità distinte per scaricare i dati utili: in una prima ipotesi è possibile precisare in una interfaccia on line l’estensione dell’area richiesta e il formato in cui si vogliono ricevere i dati; in una seconda ipotesi si può scaricare tutto il dataset (organizzato in 16 tile) e chiedere al piccolo, meraviglioso e gratuito 3DEM (info e download qui) di fare per voi il lavoro di estrazione. Naturalmente esiste anche la possibilità di caricare il dataset (con l’accortezza di seguire le istruzioni leggibili nella documentazione) direttamente nel vostro GIS di elezione. Bene, l’immagine che introduce il post (una piccola Bolivia) è realizzata in ArcGis; l’altimetria è derivata da GLOBE e la mappa è proiettata in UTM20S. Anche laghi, fiumi, strade e principali città sono scaricati da archivi gratuiti accessibili su Internet, ma questa è un’altra storia, di cui parleremo presto.

venerdì 27 aprile 2007

Louis Vuitton Cup _ 32ma America's Cup

In questi giorni seguo la Louis Vuitton Cup e quasi ormai succube di ArcGis e ArcScene mi trovo ad ammirare gli spruzzi che fanno le barche sul virtual eye, gli spinnaker che si gonfiano sotto un vento virtuale, il sole che si riflette sulle onde... riemergo dai miei pensieri e torno davanti al mio Powerbook.
"Nel 1992, una azienda neozelandese, la ARL (Animation reaserch limited), sviluppò un pacchetto grafico chiamato Winged Keel che ricreava in tempo reale una animazione 3D per seguire le regate dell'America's Cup (in quell'anno si tenevano a San Diego, CA).
Per la prima volta al mondo, veniva usata una tecnologia GPS per tracciare da terra la rotta delle barche ed inviare a terra anche tutta una cospicua serie di dati; questi venivano elaborati da un computer delle dimensioni di un piccolo frigorifero e dal costo di 500K $ e restituiti in una ricostruzione in 3d della regata.

Da quando i segnali partivano dalle barche a quando la loro immagine virtuale era inviata ai circuiti televisivi passava circa mezzo secondo.
Dal 2003, grazie alla tecnologia, il computer grande come un piccolo frigorifero si è ridotto delle dimensioni di una scatola da scarpe dal costo di 3K $.
Se all'inizio la grafica del virtual eye era sobria adesso si è arricchita di tutta una serie di effetti e di informazioni: grid line mostrano la posizione delle imbarcazioni, mentre altre linee perpendicolari alla prua indicano la posizione della barca rispetto all'altra. Piccoli cerchi a poppa delle barca disegnati ogni due secondi rendono chiari i cambiamenti di velocità delle imbarcazioni...
Tutta questa mole di dati che arriva a terra consente la rappresentazione di una notevole quantità di informazioni come ad esempio la velocità e la direzione del vento nei diversi punti del campo di regata e dunque anche probabili tempi di arrivo alla boa".
Inutile dire che tutti i dati che volano sul campo di regata sono criptati per ovvi motivi di competizione sportiva.


La ARL non si occupa di Louis Vuitton Cup e America's Cup, ma anche di effetti speciali per la televisione, di sport graphic (virtual eye golf, motorsport, e cricket) e di spot pubblicitari.

Adesso posso tornare davanti la TV.

giovedì 26 aprile 2007

Il turismo in Video... su Google Maps

Per chi, come me, sta scegliendo la prossima meta di un viaggio segnalo alcune soluzioni che forniscono la possibilità di vedere video (che documentano aspetti interessanti per il turista) la cui localizzazione è disposta direttamente sulla mappa di google maps.
- VeniVidiWiki: La pagina principale di questo sito ospita la mappa di Google sulla quale compaiono una serie di segnali che stanno a significare la presenza di un video che documenta le caratteristiche di quel dato luogo. La forza di questa soluzione è quella di aver categorizzato i video in funzione degli aspetti descritti e quindi sarà possibile spuntare una delle voci sulla sinistra della mappa per poter far comparire sulla mappa quei segnali relativi alla tipologia interessata. Ad esempio è possibile ottenere la posizione, e il video descrittivo di musei, oppure di attrazioni naturali, oppure ancora di alberghi ,ristoranti etc. L'utente ha la possibilità di aggiungere il proprio video in modo interattivo così da poter condividere con gli altri utenti le proprie informazioni.
- VirtualTourism: L'impostazione di questo sito è un po' diversa ma altrettanto interessante, si parte con il selezionare da una lista un luogo di interesse elencato in funzione della nazione di appartenenza; una volta selezionato sarà possibile leggere una breve scheda al termine della quale un link ci rimanda alla isualizzazione sulla mappa di google di quel dato luogo. Il segnale presente sulla mappa peremtte con un clic di aprire una finestra interattiva contenente il filmato interessato.
- LonelyPlanet.tv: Il sito offerto dalla famosa casa editrice di guide turistiche permette agli utenti di caricare i propri video. Sulla pagina principale compare una piccola mappa di Google sulla quale compaiono una serie di luoghi presso i quali è disponibile la possibilità di visionare i filmati relativi. E' possibile inoltre accedere alla libreria completa dei video anche attraverso un motore di ricerca interno. Si fa presente però che la libreria di video presenti in archivio contiene moltissimi video che non sono stati localizzati sulla mappa. Questo è frutto della scelta di permettere agli utenti di caricare il proprio video senza localizzarlo sulla mappa... scelta molto discutibile...

Questa segnalazione non vuole essere esaustiva, bensì mette in evidenza quelle che sono le soluzioni più intererssanti rinvenute sul web. E voi avete trovato di meglio?

fonte: googlemapsmania

Google Maps e i Simpson

martedì 24 aprile 2007

archivi geografici in rete: GTOPO30

Esistono sulla rete archivi preziosi da cui è possibile attingere per ottenere dati geografici di qualità.
In questo post ci occupiamo della copertura GTOPO30, curata dalla agenzia governativa statunitense US Geological Survey. GTOPO30 è un modello digitale del terreno che copre tutta la superficie del globo, con una risoluzione pari a 30 secondi d’arco (grosso modo un chilometro al suolo). La copertura è stata costruita dal 1993 al 1996 e in seguito progressivamente perfezionata integrando fonti diverse sia raster che vettoriali. La precisione è variabile in funzione delle fonti utilizzate; i metadati redatti da USGS (disponibili qui) dichiarano un più o meno 160 metri.
Questa copertura non è dunque un granché utile per analisi spaziali (ma può essere molto utile per migliorare le visualizzazioni cartografiche; per tutti i casi qualche applicazione significativa è pubblicata qui), ma ha almeno due importanti motivi di interesse.
Primo: è una copertura globale e si può avere informazione sugli angoli più sperduti della Terra; le sue dimensioni complessive valgono 21600 righe per 43200 colonne (novecentotrentatremilionicentoventimila punti).
Secondo: è gratuita e può essere liberamente scaricata da internet (a partire da qui). Tutto il dataset è organizzato in 33 tile di dimensioni variabili che possono essere scaricate in file compressi in formato tar.gz; una volta scompattati (con winrar, per esempio) si può dare un’occhiata a come è organizzato il dataset. Il modello vero e proprio è registrato in formato .dem, ma al modello è allegata una serie di file ASCII relativi a informazioni statistiche, coordinate di georeferenziazione, sistema di riferimento, ecc.; è presenta anche una griglia raster che dichiara punto per punto le fonti utilizzate per costruire il modello. Le coordinate sono geografiche, il datum è WGS84. Le versioni recenti di ArcGis aprono il formato .dem senza problemi. Per tutti i casi basterà rinominare il file .dem in .bil per aprirlo anche con versioni più datate.
Per quello che ci riguarda però il tool migliore per gestire GTOPO30 è un piccolo software gratuito, per altro molto noto, destinato espressamente alla visualizzazione dei modelli digitali del terreno, che si chiama 3DEM (info e download a partire da qui). 3DEM ha funzioni evolute che permettono di esplorare con efficacia GTOPO30. La sequenza operativa è più o meno la seguente: si avverte 3DEM che si vuole caricare una tile di GTOPO30, il software risponderà mostrando una interfaccia attraverso la quale può essere definita (in coordinate geografiche) l’estensione del dataset, obbligatoriamente quadrato, che si vuole estrarre (per inquadrare l’Italia, per esempio, si chiederà di fare centro su W012N42 e di estendersi nella quattro direzioni di 13 gradi); a questo punto 3DEM chiederà di localizzare sulle risorse locali le tile GTOPO30 necessarie per coprire l’estensione richiesta (per l’Italia, per esempio, ne sono necessarie due); infine il nuovo dataset sarà disponibile per la visualizzazione e per le altre operazioni possibili in 3DEM. Sarà tra l’altro possibile risolvere con semplicità alcuni problemi di dati mancanti.
Una volta così rifinito il modello, potrà essere esportato in un formato digeribile per il vostro GIS di elezione (per ArcGis, salvo un supplemento di istruttoria, sembra consigliabile uscire in GeoTiff). In apertura del post vedete una visualizzazione altimetrica realizzata col metodo descritto e restituita in ArcGis proiettando in UTM32N.

lunedì 23 aprile 2007

How We Watch the City: Popularity and Online Maps

La mappa che vedete affianco non rappresenta un'immagine notturna degli Stati Uniti ma raffigura i luoghi di interesse che sono stati cliccati con maggior frequenza su Virtual Earth negli ultimi 8 mesi.
Autore di questa ricerca è Danyel Fisher del Microsoft Research che ha pubblicato un interessante documento sul tema "How We Watch the City: Popularity and Online Maps" (280kb PDF).
Il ventaglio delle tonalità va dal bianco al rosso e come è facile intuire le zone più chiare sono quelle ove maggiori sono state le richieste di visualizzazione della mappa mentre quelle rosse, quelle meno.
Ciò che suggerisce Fisher e che ciò che emerge dalle immagini allegate al suo scritto è una informazione preziosa sulle modalità attraverso le quali si prende conoscenza del territorio, sulla capacità attrattiva dei luoghi e su ciò che magari si immagina di trovare in essi...; dalla grande e suggestiva città al modesto suburbio la mappa diviene il luogo della ricerca.
Queste immagini sono lo specchio di una nuova geografia e la rappresentazione della sovrapposizione di molti sguardi curiosi che prendono conoscenza con il mondo, che può essere quello del vicino di casa invisibile oltre la siepe o quello dei luoghi distanti e diversi del non quotidiano.

mercoledì 18 aprile 2007

Googlemap's style in ArcGIS

Se siete superfans di google maps e del suo stile grafico, se volete stupire i vostri amici con una mappa stradale fatta su misura per loro (magari sbagliata per condurli lontano dalla vostra festa di compleanno privatissima), sul blog curato da Brady Davis troverete tutto il necessario per realizzarla.
Se gli stili mancano di alcune funzioni avanzate come lo
scaling delle linee e delle etichette, funzionano magnificamente per realizzare mappe a scala intorno a 1:18.000.
Se volete scaricare lo stile google maps per i vostri grafi stradali, creare mappe per i vostri amici con i quali condividere i vostri luoghi preferiti, o indirizzarli dall'altro capo del mondo per poi dire, desolati: "Ma come! Se l'ho scaricata da google maps!!!", cliccate qui.

PS: Funziona con ArcGis versioni 8.3 e successive.

martedì 17 aprile 2007

Rilasciato il Service Pack 2 per Arcgis 9.2

Nella giornata di ieri ESRI ha reso disponibile il download del service pack 2 per ArcGis 9.2. A differenza delle versioni precedenti, se si usa ArcSDE 9.2 o ArcIMS 9.2, sarà necessario scaricare il Servcie Pack adeguato per ciascuna applicazione.
Il S.P. 2 per ArcGis 9.2 ha un "peso" di 87 MB e contiene tutte le migliorie contenute nel service pack precedente.
C'è chi sostiene che questo aggiornamento vada considerato come una vera e propria nuova versione di ArcGIS poichè oltre a "sistemare" numerosi problemi riscontrati fornisce numerose nuove possibilità!
Buon scaricamento!

PS: una curiosità... se non sapete o non vi ricordate che versione di ArcGIS avete installato sul vostro computer o se volete sapere se avete già installato il service pack sul vostro computer potete scaricare service pack finder sempre dalla stessa pagina!

lunedì 16 aprile 2007

Pubblicare le "mie mappe" sul proprio blog



Uno degli argomenti che sta popolando i siti/blog dedicati al mondo dell'informazione geografica riguarda la pubblicazione delle mappe generate con la nuova funzione di Google Maps denominata "le mie mappe" a cui, peraltro, fabio.lucchesi ha dedicato un post recentemente.
il blog Google Maps Mania ha dedicato un interessante post sulle possibilità disponibili in rete per poter visualizzare le sinole mappe sul proprio sito/blog.
Vengono segnalate fondamentalmente due possibilità:
1) My Maps Plus: questo sito permette di indicare gli estremi della propria "google mappa" e, tramite un'operazione per certi versi complessa genera una porzione di codice html/javascript che è possibile caricare nelle pagine del proprio sito web. Faccio però presente che, dopo numerosi tentativi, non è stato possibile carciare la mappa sul presente blog;
2) Ongopongo: questo sito, oltre ad essere un interessante motore di ricerca delle mappe, fornisce la possibilità di generare, in maniera abbastanza semplice, una breve porzione di codice da caricare sul proprio sito/blog sul quale si voglia visualizzare la mappa. Modificando leggermente il codice generato si può modificare l'aspetto generale della mappa. Purtroppo non è permesso effettuare zoom. un risultato molto semplice è pubblicato all'inizo di questo post.

mercoledì 11 aprile 2007

le "collections" di live local

Il post precedente trattava di come sia possibile utilizzare gli strumenti che google maps mette a disposizione per disegnare un proprio mashup direttamente dal browser. Più o meno le stesse funzionalità sono messe a disposizione da Microsoft con il suo Live Local (accesso da qui). In questo post verifichiamo se ci sono differenze sostanziali di funzionalità tra i due ambienti. Il principio di base è esattamente lo stesso: si ha la possibilità di salvare in remoto un mashup costruito disegnando sulle mappe di live local, solo a condizione di possedere un account (gratuito) su Windows Live. Microsoft chiama una mappa personale “Collection” e in effetti è il tab “collections” nell’interfaccia di maps.live che permette di accedere alle funzionalità di editing.
Come nelle My Maps di Google è possibile decidere se la mappa può essere condivisa e raggiungibile attraverso motori di ricerca oppure no; diversamente da Google esiste qui la possibilità di aggiungere alla mappa delle parole chiave (oltre al titolo e a una descrizione) per migliorare le funzionalità di ricerca. Come nelle My Maps di Google è possibile disegnare sulla carta (con lo strumento Scratch Pad) punti, linee e poligoni e associare alle geometrie informazione descrittiva: testi direttamente editabili, oppure fotografie o video disponibili in qualche archivio in rete, pubblico o privato; tuttavia le modalità di accesso a queste funzioni sono meno intuitive e meno potenti: non è possibile, per esempio modificare in alcun modo lo stile di testo. Disegnando una linea o un poligono in Live Local viene visualizzata la lunghezza reale delle distanze segnate; una funzionalità utile, salvo che le unità di misura non sono metriche ma espresse nel Sistema Inglese. Le possibilità di vestizione grafica sono efficienti, ma meno versatili di quelle di Google: un solo simbolo (il classico pushpin) per i punti, nessuna possibilità di regolare la trasparenza per linee e poligoni. A suo vantaggio Live Local consente di modificare lo stile di tratteggio delle linee, una funzionalità impossibile per le My Maps di Google. Anche in questo ambiente non è possibile importare dati già disponibili in formati standard (shapefile, gpx, ecc.).
Comprensibilmente le geometrie tracciate incorporeranno gli errori di georeferenziazione delle mappe e delle immagini; anche se va detto, come già rilevato in un post precedente, la georeferenziazione delle immagini Microsoft per l’Italia (la copertura “Italia 2000”) è molto buona, così come la qualità complessiva.

lunedì 9 aprile 2007

Google Maps: le mie mappe

In molti hanno la sensazione che la crescita dei contenuti web costruiti dagli utenti avrà una relazione molto diretta con l’informazione geografica e le tecnologie per la sua gestione. Quello che si può osservare oggi è che la localizzazione e le distanze dello spazio reale hanno un ruolo crescente nella comunicazione su internet. Le domande che cominciano con “dove” tornano ad avere un senso importante.
Ultima notizia: Google ha messo a disposizione dei propri utenti (coloro che hanno sottoscritto un account gratuito) la possibilità di creare dal browser semplici mashups salvati automaticamente su server remoti (informazioni qui; istruzioni tecniche qui).
I mashups potranno essere resi pubblici da google su richiesta di chi li ha creati; se una mappa è pubblica potrà apparire nei risultati di ricerca di Google Maps e Google Earth; se una mappa è privata potrà essere consultata solo conoscendone l’URL. L’utente ha a disposizione alcuni semplici strumenti di disegno per costruire la propria mappa riferendosi alla mappa stradale o alla fotografia: è possibile aggiungere punti, linee e poligoni. Punti, linee e poligoni possono essere adeguatamente “vestiti”: per i punti si hanno a disposizione un centinaio di simboli, non scalabili; per le linee è possibile scalare lo spessore, in pixel, scegliere un colore tra quelli disponibili e dosare la percentuale di trasparenza; è possibile editare il bordo dei poligoni con le stesse modalità delle linee, ed è possibile scegliere un colore e una trasparenza anche per il riempimento. A ogni elemento grafico può essere aggiunta informazione descrittiva: testi direttamente editabili, oppure fotografie o video disponibili in qualche archivio in rete, pubblico o privato. I risultati grafici ottenibili sono del tutto adeguati agli ambiti d’uso dei mashup, anche se non è possibile importare dati già disponibili in formati standard (shapefile, gpx, ecc.). D’altra parte il disegno diretto delle geometrie si porta dietro tutti gli errori di georeferenziazione delle mappe di google, che in qualche caso sono molto significativi. La mappa può anche essere esportata in kml per Google Earth; il risultato del drappeggio sul modello 3D delle geometrie aggiunte è buono per i poligoni, deludente per le linee. Una volta creata la mappa è collegabile a un blog o un sito internet nei modi consueti.
Complessivamente lo strumento è molto semplice da utilizzare ed ha potenzialità enormi, soprattutto per le mappe di consultazione pubblica. Ma possiamo immaginare semplici scenari anche per mappe private: dovete invitare amici a una cena nella vostra casa in campagna: potete evitare di segnare tracciati, punti di riferimento a incroci importanti, croci sul luogo di destinazione, ecc. su fogli di carta. Basterà inviare via mail l’URL alla mappa ai vostri amici, che potranno visualizzarla, e stamparla se è necessario. Avete fatto le vacanze di Pasqua in qualche villaggio esotico: potete evitare di mandare cartoline per descrivere i luoghi delle vostre escursioni: di nuovo, potrete tracciare i percorsi su Google Maps, salvare un mashup e inviare l’URL ad amici e parenti.

domenica 8 aprile 2007

Buona Pasqua

Il Team di GisBlog Italia augura a tutti una Buona Pasqua! Per l'occasione vi segnaliamo un avvistamento attinente alla Pasqua di un luogo su Google Earth/Maps: Un coniglio rosa gigante! Volete saperne di più? basta fare un clic qui oppure qui.

Ancora auguri.

mercoledì 4 aprile 2007

Foto panoramiche in HD pubblicate sul web

Tra gli studiosi del territorio c'è una folta schiera di appassionati di fotografia. Spesso la necessità di fotografare un panorama dettagliato si scontra con i limiti tecnici delle macchine fotografiche digitali non professionali.
Per aggirare questo problema è possibile eseguire una serie di fotografie da un unico punto di vista montando la propria macchina fotografica su un cavalletto. Mediante software dedicati è poi possibile "mosaicare" le immagini ottenute generando immagini molto grandi e molto dettagliate.
Su internet si possono trovare alcuni esperimenti di pubblicazioni di immagini giganti che raggiungono anche gli 8 GigaPixel... sì avete capito bene, 8 GigaPixel! Equivalgono a circa 8 mila MegaPixel. Se si pensa che una macchina digitale normalmente produce immagini di 7-8 MegaPixel si capisce che queste immagini possono raggiungere 1000 volte l'ordine di grandezza delle foto scattate da semplici macchine digitali! ... Se volete avere un'idea più concreta potete vedere le immagini pubblicate da un progetto sviluppato dalla De Agostini.

Quello di cui parliamo oggi è il modo in cui è possibile pubblicare queste foto giganti sul web mediante servizi o programmi dedicati a questa problematica.

La novità di questi giorni è un software offerto dai ricercatori della Microsoft Resesarch Lab denominato HD View che consente di vidualizzare le proprie foto giganti mediante una tecnologia che oltre a premettere il pan e lo zoom agisce in fase di visualizzazione con una distorsione "sferico-cilindirca" che aggiunge un po' di realismo alla visualizzazione di un immagine bidimensionale. Per capire meglio vi invito a visitare il sito dove sono presenti numerosi esempi. (per visulizzare queste fotografie è necessario avere internet exporer in ambiente windows) Vi sarà chiesto se installare un controllo Active X, io vi consiglio di acconsentire...
Se volete creare i vostri panorami potrete utilizzare il software scaricabile gratuitamente da qui.

Un altro metodo abbastanza semplice è quello di sfruttare la tecnologia Zoomify basata su un algoritmo che sfrutta la tecnologia Flash; L'Universtià olandese di Delft ha composto una fotografia dei dintorni del campus e l'ha pubblicata con la tecnologia Zoomify.
Per generare una fotografia che sfrutti questo sistema è sufficiente utilizzare il software scaricabile grauitamente dal sito di Zoomify; per pubblicare le proprie foto è invece necessario avere a disposizione uno spazio web ed avere un po' di dimestichezza con il linguaggio html.

Se da un lato HD View può fornire una percezione maggiormente realistica dei panorami, la tecnologia Zoomify è forse più veloce e maggiormente dinamica.

Secondo voi quale è la più convincente?

Fonte: Veryspatial

domenica 1 aprile 2007

Autovelox vietati in Svizzera...

Quante volte la sirena del Tom Tom ci ha avvisato di un autovelox? Quante volte abbiamo abbassato istintivamente la velocità e, come lumache gommate, siamo passati davanti all’ottica dell’autovelox ringraziando la fastidiosa sirena? Bene sappiate che dall’inizio dell’anno in Svizzera l’impiego di GPS con database Autovelox (cioè punti di interesse che segnalano la presenza di posti di controllo fissi o mobili della velocità), sono divenuti fuorilegge. Se vi capitasse di attraversare la dogana con il Tom Tom che fa bella mostra degli autovelox della Confederazione, l’Autorità doganale può requisire l’apparecchio e sporgere denuncia nei vostri confronti. Sembra che il doganiere abbia anche la facoltà di chiedervi di mostrargli la qualità dei Poi che avete installato sul vostro GPS.Tutto questo può sembrare paradossale ma se andate a leggere la notizia sul sito del Dipartimento dei Trasporti Elvetico (ASTRA), il sorriso si potrebbe gelare sulle vostre labbra.Tom Tom, ha aperto anche una pagina sul suo sito riportando la notizia e suggerendo a tutti i suoi utenti che passassero dalla Confederazione la rimozione dei poi relativi agli autovelox.
Se volete porre domande direttamente ad Astra,
eccovi il numero di telefono: Servizio stampa dell'Ufficio federale delle strade, tel. +41 031 324 14 91.