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mercoledì 1 giugno 2011

www.portalecartografico.it


Come vi avevo detto nel mio ultimo post, datato settembre 2008 !! ho realizzato una mia piccola idea che spero vi sarà molto gradita.
L'idea di base è che i dati geografici prodotti o acquistati da enti pubblici sono stati pagati con soldi pubblici e dovrebbero essere di pubblico dominio.
Per questo motivo credo che sia giusto poterne disporre liberamente e senza limitazioni per attività pubbliche, professionali e private.
E' chiaro che l'unica modalità in cui questi obiettivi possono essere perseguiti è tramite un utilizzo mirato del web, riducendo anche in questo modo le spese relative alla distribuzione fisica di geodati, che avviene comunque tramite supporto digitale.
Purtroppo la diffusione di dati georeferenziati "pubblici" non è quasi mai semplice e raramente gratuita, in molti casi si tratta di perdere molto tempo sul sito dell'amministrazione locale per cercare di capire dove e come poter accedere ai geodati e nella maggior parte dei casi arriviamo ad una pagina che invita a presentarci all'ufficio cartografico.
Non tutte le amministrazioni sono però così refrattarie alla distribuzione delle informazioni territoriali e molte si stanno muovendo per rendere acessibile l'informazione geografica, molti con i webgis , alcuni con servizi wms , pochi con la possibilità di scaricare dati in formato utile per software gis.
Per questi motivi ho realizzato il portale cartografico, con l'intento di fornire un valido supporto a tutti coloro che necessitano di geodati per la loro attività professionale o il passatempo.
Per avere maggiori informazioni sulle iniziative a livello europeo a favore dei geodati liberi, è possibile consultare il sito INSPIRE, che contiene notizie dettagliate sulla direttiva INSPIRE e sulle pesanti conseguenze che essa avrà sul mercato europeo dei geodati pubblici.
Un completo ed esaustivo monitoraggio dello stato della cartografia nelle Regioni e Province autonome ci viene fornito dal Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici, statistici che pubblica annualmente i Template Direttiva INSPIRE.

venerdì 14 settembre 2007

Da ArcGis 9.x a Google Maps: una ricetta passo-passo

Molti si domandano come sia possibile creare una mappa di Google Maps (un vero mashup!) partendo da elementi presenti in una mappa generata in ArcMap. Dopo molte ricerche ed alcuni esperimenti oggi vediamo un metodo che dà buoni risultati senza spendere un euro (eccetuando il costo non proprio trascurabile di ArcGis 9.x ...).

La ricetta per l'impaziente è presto detta:

ingredienti:
1) ArcGis 9.x
2) i propri tematismi gis in formato shapefile
3) l'ArcScript "ArcMap2GMap" realizzata da un gruppo di ricercatori dell'Università del Texas liberamente scaricabile (da qui se avete ArcGis 9.0 e da qui se avete la 9.1 o la 9.2)

Preparazione:
- Una volta scaricato l'ArcScript "ArcMap2GMap" estraete il contenuto in c:\ in modo da avere una cartella (C:\ArcMap2GMap) che contenga tutto il necessario.
Aprite il progetto di arcmap ivi contenuto (ArcMap2GMap.mxd) in una nuova sessione di ArcMap.
Avrete davanti a voi l'interfaccia di ArcMap con una nuova toolbar che si chiama, (indovinate un po?) ArcMap2GMap!
- Caricate adesso i tematismi gis di vostro interesse non importa "vestirli" questa operazione si farà successivamente in fase di conversione.
Raccomandazione: è necessario che i tematismi siano in formato shapefile e che le informazioni siano georiferite mediante un sistema di riferimento geografico non proiettato. WGS84 Geografico è perfetto. se avete dei tematismi in Gauss Boaga dovrete riprioettarli in WGS84; ma questo lo saprete fare di sicuro... (ah, no?! beh allora ci vuole un bel ripasso delle dispense di fabio.lucchesi)
- A questo punto si può far entrare in azione il nuovo strumento cliccando sul comando "ArcMap2GMap"; comparirà quindi una finestra di dialogo nella quale sarà possibile selezionare i tematismi interessati e caricarli uno per volta specificandone il colore, anche spessore e trasparenza se si stanno trattando entità lineari. Man mano che si caricheranno i tematismi, nello spazio di destra si riempirà automaticamente una lista. A fondo pagina è possibile inserie il nome dell'autore ed il titolo della mappa. Per completare questa fase sarà sufficiente fare clic su "Let's do it"!
- Lasciate "cuocere" ArcMap finchè non compare un avviso che vi permette di chiudere il programma o di visualizzare immediatamete il risultato facendo clic su "Launch Google Map".

Il "piatto" è pronto. Se aprite la cartella in C:\ArcMap2GMap vedrete che al suo interno è presente una cartella chiamata "mashupFiles" che contiene il file principale googlemap.html (visualizzabile via browser) e tutti i files accessori al suo funzionamento

Per i "palati" maggiormente raffinati e per i "cuochi" più bravi:
- Cercate di avere a disposizione uno spazio web gestibile via ftp e procuratevi la "Google Maps API key" relativa all'indirizzo web che ospiterà il mashup. Ripercorrendo la Preparazione avrete la possibilità di inserire la vostra API key nella finestra di dialogo.
- Se volete aggiungere una "guarnizione speciale" vi invito a creare nel vostro shapefile un campo che ospiti una descrizione anche sfruttando la "grammatica" html. Se lo ritenete utile potete usare anche il "Field Calculator" di ArcMap per generarlo in modo da richiamare i valori presenti nei vari campi della tabella. Nella finestra di dialogo di ArcMap2GMap vi sarà possibile specificare il campo che descrive ciascun elemento in modo tale che dentro le famose "nuvolette" di Google Map compaia la descrizione presente in detto campo.
- Se volete abbellire "il piatto" potreste usare un editor visuale di html come DreamWeaver per modificare il file googlemap.html.

Caricate la cartella mashupFiles sul vostro spazio web ed il "pranzo" è servito!
Un esempio del possibile risultato lo trovate qui.

mercoledì 29 agosto 2007

Il mondo come lo volete vedere

L’estate è ormai conclusa e tutti noi dopo aver trascorso le vacanze più o meno lontane da casa, torniamo nei luoghi a noi più familiari. In questo breve lasso di tempo molti si saranno accorti che la fuori ci sono realtà diverse da quelle che siamo abituati a vedere. E allora ecco qua che vi scrivo per approfittare di questo particolare stato mentale per un intrigante riflessione.

E se il mondo non fosse così come lo abbiamo sempre visto?

La carta geografica disegnata da Gerhard Mercator nel 1569 ci ha permesso di conoscere la terra per come era allora. Quel mondo fisico in effetti esiste, ma si regge su equilibri che quella carta non rappresenta.
Il progetto Worldmapper nato da una collaborazione tra i ricercatori del Social and Spatial Inequalities Research Group della University of Sheffield, in Inghilterra, e Mark Newmann, del Center for the Study of Complex Systems della University of Michigan, rappresenta il tentativo di fornire una lettura diversa del tradizionale approccio cartografico, dimostrando le differenze esistenti tra i paesi per restituirne un’immagine più realistica.
Il sito fornisce mappe mondiali ridimensionate (cartogrammi) in proporzione al parametro di interesse considerato.
Le mappe sono state ottenute grazie ad un algoritmo sviluppato da Newmann, il quale voleva ottenere una mappa delle popolazioni e non dei territori nella convinzione che i risultati che ne sarebbero scaturiti avrebbero avuto un potenziale comunicativo molto più incisivo in chi le guarda e avrebbero dato immediatamente una misura delle disuguaglianze oggi esistenti nel mondo.

Sul sito oggi si trovano 366 mappe della Terra dove le superfici dei vari Paesi sono ridisegnate con le dimensioni che acquisirebbero se essa dipendesse da una variabile specifica: si va dalla popolazione alle industrie, dalla ricchezza all'istruzione.
Sicuramente le immagini disponibili hanno un forte potere evocativo e sono molto più esplicative di qualunque disquisizione sulle questioni. Così scegliendo dall'elenco, la mappa della Popolazione mondiale si otterrà una mappa in cui le dimensioni della Cina o dell'India sono maggiori rispetto all'Australia, che invece risulterà piccolissima. O, ancora, selezionando la mappa delle emissioni di CO2 avremo Stati Uniti ed Europa giganteschi rispetto ad Africa e paesi scandinavi.
Tutte le carte prodotte e visibili sul sito vengono fornite in alta risoluzione e all'interno di poster in pdf. Il servizio è gratuito e le mappe scaricabili liberamente.

Per chi volesse provare a realizzare un cartogramma in proprio, è poi possibile scaricare una applicazione, eseguibile con ArcGIS, che utilizza il primo algoritmo, quello implementato da Gastner e Newman. Il procedimento da seguire non è immediato ed è spiegato, in inglese, con l’aiuto di un esempio concreto.
Per quanto riguarda la variante di questo algoritmo, utilizzato per creare i cartogrammi di worldmapper, il codice non è stato ancora rilasciato.

mercoledì 1 agosto 2007

ArcGIS 9.2 Service Pack 3 disponibile per il download

Proprio ieri è stato pubblicato il Service Pack 3 per ArcGIS 9.2

Ecco i link:

Presto pubblicherò una panoramica delle novità introdotte!

martedì 24 aprile 2007

archivi geografici in rete: GTOPO30

Esistono sulla rete archivi preziosi da cui è possibile attingere per ottenere dati geografici di qualità.
In questo post ci occupiamo della copertura GTOPO30, curata dalla agenzia governativa statunitense US Geological Survey. GTOPO30 è un modello digitale del terreno che copre tutta la superficie del globo, con una risoluzione pari a 30 secondi d’arco (grosso modo un chilometro al suolo). La copertura è stata costruita dal 1993 al 1996 e in seguito progressivamente perfezionata integrando fonti diverse sia raster che vettoriali. La precisione è variabile in funzione delle fonti utilizzate; i metadati redatti da USGS (disponibili qui) dichiarano un più o meno 160 metri.
Questa copertura non è dunque un granché utile per analisi spaziali (ma può essere molto utile per migliorare le visualizzazioni cartografiche; per tutti i casi qualche applicazione significativa è pubblicata qui), ma ha almeno due importanti motivi di interesse.
Primo: è una copertura globale e si può avere informazione sugli angoli più sperduti della Terra; le sue dimensioni complessive valgono 21600 righe per 43200 colonne (novecentotrentatremilionicentoventimila punti).
Secondo: è gratuita e può essere liberamente scaricata da internet (a partire da qui). Tutto il dataset è organizzato in 33 tile di dimensioni variabili che possono essere scaricate in file compressi in formato tar.gz; una volta scompattati (con winrar, per esempio) si può dare un’occhiata a come è organizzato il dataset. Il modello vero e proprio è registrato in formato .dem, ma al modello è allegata una serie di file ASCII relativi a informazioni statistiche, coordinate di georeferenziazione, sistema di riferimento, ecc.; è presenta anche una griglia raster che dichiara punto per punto le fonti utilizzate per costruire il modello. Le coordinate sono geografiche, il datum è WGS84. Le versioni recenti di ArcGis aprono il formato .dem senza problemi. Per tutti i casi basterà rinominare il file .dem in .bil per aprirlo anche con versioni più datate.
Per quello che ci riguarda però il tool migliore per gestire GTOPO30 è un piccolo software gratuito, per altro molto noto, destinato espressamente alla visualizzazione dei modelli digitali del terreno, che si chiama 3DEM (info e download a partire da qui). 3DEM ha funzioni evolute che permettono di esplorare con efficacia GTOPO30. La sequenza operativa è più o meno la seguente: si avverte 3DEM che si vuole caricare una tile di GTOPO30, il software risponderà mostrando una interfaccia attraverso la quale può essere definita (in coordinate geografiche) l’estensione del dataset, obbligatoriamente quadrato, che si vuole estrarre (per inquadrare l’Italia, per esempio, si chiederà di fare centro su W012N42 e di estendersi nella quattro direzioni di 13 gradi); a questo punto 3DEM chiederà di localizzare sulle risorse locali le tile GTOPO30 necessarie per coprire l’estensione richiesta (per l’Italia, per esempio, ne sono necessarie due); infine il nuovo dataset sarà disponibile per la visualizzazione e per le altre operazioni possibili in 3DEM. Sarà tra l’altro possibile risolvere con semplicità alcuni problemi di dati mancanti.
Una volta così rifinito il modello, potrà essere esportato in un formato digeribile per il vostro GIS di elezione (per ArcGis, salvo un supplemento di istruttoria, sembra consigliabile uscire in GeoTiff). In apertura del post vedete una visualizzazione altimetrica realizzata col metodo descritto e restituita in ArcGis proiettando in UTM32N.

lunedì 19 marzo 2007

Imparare il GIS... con ArcGIS [aggiornato]

Molti utenti che si affaciano al mondo del GIS vorrebero ottenere informazioni utili all'apprendimento di concetti teorici ed applicati in relazione all'informazione geografica.
A tal riguardo vogliamo dedicare questo post per rendervi partecipi della presenza di un corso on-line completamente in italiano che permette di acquisire le conoscenze utili alla comprensione e alla gestione di sistemi informativi geografici. Questo corso interattivo segue il corso universitario di "Elementi di Informatica (Sistemi Informativi Territoriali per l’analisi del territorio)" tenuto negli anni passati da fabio.lucchesi nel corso di Laurea upta_ che propone un' introduzione ai sistemi informativi geografici: caratteri tecnici e possibili applicazioni ed ai software dedicati alla gestione della informazione geografica principalmente l’ambiente ArcGis.

è possibile seguire il corso in linea a partire dal link seguente: corso on line

Per concludere consigliamo questo corso anche a chi vuole approfondire maggiormente le proprie conoscenze nel campo dell'informazione geografica oppure a chi vorebbe avere una guida o un manuale che orienti l'apprendimento degli strumenti GIS.

mercoledì 21 febbraio 2007

l'Unione Europea vara INSPIRE ... e la Regione Toscana recepisce!

Chi lavora in Enti pubblici ed ha a che fare con il mondo del GIS sa che i protocolli e le metodiche di generazione dell'informazione geografica hanno un'importanza strategica. I dati realizzati dai sinoli enti necessitano infatti di adeguarsi a strutture definite ad un livello superiore.
A tal proposito l'Unione Europea ha varato la direttiva INSPIRE che definisce una serie di protocolli relativi alla creazione di informazione geografica che tutti gli stati membri dovranno applicare entro 2 anni.

Più precisamente il sito FreeGIS-Italia li descrive così:

Le Implementing Rules (IRs) INSPIRE sono “disposizioni di esecuzione che stabiliscono modalità tecniche per l'interoperabilità e, se fattibile, l'armonizzazione dei set di dati territoriali e dei servizi ad essi relativi” (direttiva, articolo 7).In pratica, si tratta di documenti che fanno riferimento a standard internazionali, norme europee, specifiche tecniche di implementazione, etc. definite da organismi di standardizzazione riconosciuti (es. ISO, CEN, OGC, W3C, …).
La direttiva definisce i metadati come “…informazioni che descrivono i set di dati territoriali e i servizi relativi ai dati territoriali e che consentono di ricercare, repertoriare e utilizzare tali dati e servizi“ (direttiva, articolo 3).

A seguito di questa direttiva, la Regione Toscana ha approvato un regolamento specifico che mette in atto le disposizioni di INSPIRE:

Con deliberazione n° 76 del 05-02-2007 la Giunta Regionale ha approvato il Regolamento Disciplina del sistema informativo geografico regionale in attuazione dell'art. 29 della LR 1/2005 “Norme per il governo del territorio”Nove articoli per esplicitare modalità di realizzazione e gestione della base informativa geografica regionale, con specifiche tecniche, standard informativi minimi e regole comuni per la produzione e diffusione dell’informazione geografica.Regione, Province, Comuni, Agenzie Regionali, Irpet e Consorzio Lamma, insieme con altri enti pubblici anche del mondo della ricerca sono i produttori della base informativa geografica regionale costituita dagli Archivi dei Dati Territoriali previsti dalla 1/2005; entreranno a far parte di questa base informativa anche gli stessi strumenti della pianificazione territoriale.Adeguate strutture operative denominate “centri GIS” riferiti ai rispettivi enti saranno i gestori degli Archivi, in linea con gli indirizzi formulati dalla Unione Europea nell’ambito dell’iniziativa INSPIRE.Il nuovo Regolamento sostituisce a tutti gli effetti l’ormai datata legge “Formazione della cartografia regionale” (LR 3/1983) (Testo integrale)

Ancora una volta la Regione in cui vivo si dimostra attenta ai cambiamenti che ruotano attorno alla gestione del territorio.

fonti: freegis-italia e Regione Toscana