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venerdì 13 giugno 2008

Arriva l'Iphone 3G: ha il GPS!

Come molti di voi sapranno Lunedì scorso Steve Jobs, iCEO di Apple, ha presentato in pompa magna la nuova versione del telefono-tuttofare marchiato con la mela morsicata: L'Iphone 3G. Tra le caratteristiche salienti c'è l'integrazione di un ricevitore GPS (per essere maggiormente precisi A-GPS) (vedi il filmato sopra). Oltre a lievi novità riguardanti l'estetica, l'Iphone 3G permette di navigare in internet ovunque con velocità di connesione via rete cellulare UMTS.
I più tecnologicamente aggiornati si domanderanno: "e allora? ci sono già telefoni UMTS che permettono la localizzazione A-GPS!!" (Vedi Nokia N-95, HTC Tytn II etc.).
E' vero anzi, verissimo! Ma allora il buon Steve ha scoperto l'acqua calda e l'ha servita su un vassoio d'argento? qualcuno, anche in questo caso, sostiene che Apple deve gran parte dei suoi successi più alle sue strategie di marketing che alle reali innovazioni introdotte sul mercato.
L'impressione, rispetto a quanto si è potuto apprendere, è quella di non avere di fronte un semplice telefono GPS ma un sistema composto da Hardware di qualità e da una piattaforma Software innovativa basata su una struttura di servizi che rendono la vita semplice a chi acquisterà un Iphone 3G. In sostanza, oltre a fornire un dispositivo di ultima generazione, Apple ha fornito agli sviluppatori un software per la creazione di nuove applicazioni da poter installare su Iphone 3G e, vera novità che potrebbe fare la differenza, sta predisponendo un sistema chiamato App Store che raccoglierà tutte le applicazioni rendendone disponibile l'acquisto e lo scaricamento direttamente dal dispositivo. In molte altre situazioni si è assistito alla predisposizione di siti internet dedicati allo scaricamento di software per dispositivi mobili da parte di numerose aziende produttrici ma l'esperienza di Apple nella creazione del fortunato connubio Ipod + Itunes music store potrebbe segnare quel successo che è mancato ai siti concorrenti nella distribuzione e vendita di musica MP3.
Queste premesse potrebbero portare a realtà molto prossime nelle quali un possessore di Iphone 3G, trovendosi in un dato luogo, abbia la possibilità di scaricare software esattamente progettato per essere usato in quella data posizione; ad esempio trovandosi in una città d'arte, l'accesso all'App Store potrà suggerire autonomamente l'installazione di una guida interattiva alle attrazioni culturali di quella data città. Si ribalterebbe la concezione secondo cui l'utente cerca l'applicazione; sarà l'applicazione a cercare l'utente.
La data fissata per il lancio di Iphone 3G (anche in Italia Via TIM e VODAFONE) è l'11 di Luglio prossimo. Attendiamo fiduciosi.

martedì 28 agosto 2007

Localizzare gli autovelox in tempo reale col cellulare

Dopo una breve pausa estiva, si torna dietro alle scrivanie... e tornano gli articoli di gisblog.it! Perchè non ricominciare con una interessante segnalazione?! Bene, allora vi farà piacere sapere che esiste un sito internet, www.foxytag.com da cui è possibile scaricare un software per cellulari che è in grado di segnalarvi in tempo reale la presenza di autovelox nei paraggi. 
Come funziona? Tutto si basa su una piccola applicazione Java che è in grado di girare su gran parte dei telefoni cellulari (qui c'è un elenco dei device compatibili); attraverso una connessione ad interent (GPRS o UMTS) è possibile avere in tempo reale le posizioni di autovelox fissi e mobili nei vostri prarggi. E' necessario inoltre avere a disposizione un'antenna GPS (integrata o bluetooth che sia) connessa al telefono: essa risulta utile al software per conoscere la propria posizione e di suonare in caso di avvicinamento all'autovelox.
I dati messi a disposizione degli utenti vengono raccolti dagli utenti stessi: colui che sta viaggiando lungo una strada e nota la presenza di un autovelox (e sta utilizzando foxytag) può segnalarlo semplicemente premendo un tasto del proprio telefono indicando così agli altri utenti la presenza di autovelox. Visto che le segnalazioni vengono rese disponibili a tutti gli utenti nel giro di pochissimi minuti l'applicazione risulta particolarmente efficace per la segnalazione degli autovelox mobili: è una sorta di "sfanalata tecnologica". 
Il progetto è gratuito, legale ed ha una finalità scientifica poichè è condotto da ricercatori dell'Università di Ginevra. 
E il costo della connessione? le stime ufficiali si aggirano sui 21 cent. di € all'ora: non molto direi!
La mappa delle senalazioni, un google mashup, è presente a questo indirizzo e farà piacere notare che copre tutta europa... chissà se potrà essere utile per il vostro viaggio di fine estate! 


lunedì 23 luglio 2007

Anelli GPS: per necessità ...o per moda?

Il designer inglese Gail Knight del Royal College of Art ha realizzato una coppia di anelli molto particolari. indossando i due anelli, uno sulla mano destra e l'altro su quella sinistra, si ha la possibilità di essere guidati verso una destinazione grazie ad un sistema di ricezione/navigazione satellitare GPS. Per segnalare la direzione da prendere ciascun anello è in grado di vibrare così da far capire a chi li indossa se girare a destra oppure a sinistra.
L'idea dell'artista nasce dalla necessità di fornire alle gentil signore uno strumento utile per muoversi in sicurezza ed evitare che si possano perdere raggiungendo erroneamente zone a rischio della città.
A prescindere dalle nobili intenzioni dell'ideatore la creazione è senza dubbio originale; non tanto per la (discutibilie?) forma espressa ma per la funzionalità di essere guidati in modo discreto e senza interfacce visuali.
fonte: veryspatial

martedì 10 luglio 2007

TomTom e la Rivoluzione delle mappe editabili

Navigatore: - Tra duecento metri girare a sinistra
Utente: - acc... hanno cambiato il senso unico ... beh, girerò alla prossima ...
N- Fare inversione a U!
U - mmm... ma su questa strada non è permesso fare inversione beh proseguo, e giro più avanti...
N - tra 100 metri girate a destra
U - mmm... si ma più avanti hanno appena costruito una rotonda a destra ci sono due uscite! ... beh prenderò la prima...
N - Fare inversione a U!
U - Aaaaaahhh! Maledetto navigatore!

(Della serie) "Sarà capitato anche a voi" di maledire il vostro navigatore satellitare poichè la cartografia non corrisponde allo stato reale della viabilità.

Finalmente qualcuno ha provato a porre un rimedio a questo problema: TomTom permetterà agli utenti comuni di modificare i contenuti delle mappe distribuite con i suoi navigatori qualora si trovino degli errori nei sensi di marcia o l'esistenza di nuove strade non ancora mappate.
Nell'intenzione di TomTom (servizio Map Share) c'è la volontà di creare una comunità che attraverso il controllo reciproco delle mappe generate dai singoli utenti renderebbe disponibile una cartografia sempre aggiornata. Ciò permetterebbe a TomTom di svincolarsi dalle società che producono cartografia professionale "sfruttando" il lavoro degli utenti per fornire a essi stessi cartografia aggiornatissima. su morse è possibile leggere le caratteristiche tecniche delle possibilità offerte da questo servizio.

Se pensate che questa sia esclusivamente una semplice caratteristica in più per rendere maggiormente concorrenziali i navigatori TomTom GO 520 e TomTom GO 720 in uscita nel prossimo aututnno mi sento di poter dire che vi sbagliate, o quantomeno state svalutando le possiblità che ciò può comportare per il futuro (prossimo?).

In effetti se provaste a pensare quello che potrebbe significare la creazione di mappe per il proprio navigatore GPS potreste accorgervi che si aprirebbero nuovi orizzonti per la navigazione satellitare. E non solo per quella stradale.

Sì, ma quale futuro si cela dietro a questa possibilità?
Provate a Pensare di poter sfruttare il "motore" di navigazione GPS TomTom per la sentieristica, per il turismo, o per ... la vostra cartografia.
Provate a immaginare...


giovedì 17 maggio 2007

Galileo: e pur si muove (?)

Si apprende in questi giorni che il sistema di posizionamento terrestre Galileo, antagonista europeo dello statunitense GPS, rischia di non essere realizzato. Come al solito la causa di questo genere di problemi è il denaro necessario agli investimentimento e lo slittamento dei tempi di realizzazione.
Il "consorzio" che doveva realizzare ol progetto era composto dall'agenzia spaziale europea, controllata direttamente dall'Unione Europea, ed un gruppo di 30 aziende private raccolte in 7 gruppi industriali tra le quali anche l'italiana Finmeccanica.
Il progetto nel suo complesso richiede un investimento di alcuni miliardi di euro; finora le parti in causa hanno rispettato gli accordi presi ma il futuro non sembra per niente roseo.
I tempi di realizzazione previsti all'inizio del progetto, era il 2003, vedevano il sistema Galileo funzionante nell'anno 2008. dei trenta satelliti che dovrebbero costituire la rete necessaria alla localizzazione terrestre nè è stato lanciato in orbita uno solo (nella foto in alto) e a breve termine non è previsto alcun nuovo lancio.
Ora la Commisione Europea, tramite il suo "ministro" dei trasporti, fa sapere che il progetto prenderà una direzione completamente pubblica nella fase di costruzione e lancio dei satelliti mentre valuterà se affidare alle aziende private la gestione e la fornitura dei servizi.
Gli esiti di questa scelta sono un po' ambigui: l'Unione Europea dovrà sborsare nei prossimi mesi oltre 2 miliardi di euro, e si ha l'impressione che questa non sia stata una scelta autonoma della Commissione bensì il frutto del mancato investimento da parte del gruppo di aziende private coinvolte fin dall'inizio nel progetto.
Come al solito, diremo noi italiani, quando gli interessi privati e le "tempistiche" pubbliche si mischiano i frutti restano acerbi...

venerdì 27 aprile 2007

Louis Vuitton Cup _ 32ma America's Cup

In questi giorni seguo la Louis Vuitton Cup e quasi ormai succube di ArcGis e ArcScene mi trovo ad ammirare gli spruzzi che fanno le barche sul virtual eye, gli spinnaker che si gonfiano sotto un vento virtuale, il sole che si riflette sulle onde... riemergo dai miei pensieri e torno davanti al mio Powerbook.
"Nel 1992, una azienda neozelandese, la ARL (Animation reaserch limited), sviluppò un pacchetto grafico chiamato Winged Keel che ricreava in tempo reale una animazione 3D per seguire le regate dell'America's Cup (in quell'anno si tenevano a San Diego, CA).
Per la prima volta al mondo, veniva usata una tecnologia GPS per tracciare da terra la rotta delle barche ed inviare a terra anche tutta una cospicua serie di dati; questi venivano elaborati da un computer delle dimensioni di un piccolo frigorifero e dal costo di 500K $ e restituiti in una ricostruzione in 3d della regata.

Da quando i segnali partivano dalle barche a quando la loro immagine virtuale era inviata ai circuiti televisivi passava circa mezzo secondo.
Dal 2003, grazie alla tecnologia, il computer grande come un piccolo frigorifero si è ridotto delle dimensioni di una scatola da scarpe dal costo di 3K $.
Se all'inizio la grafica del virtual eye era sobria adesso si è arricchita di tutta una serie di effetti e di informazioni: grid line mostrano la posizione delle imbarcazioni, mentre altre linee perpendicolari alla prua indicano la posizione della barca rispetto all'altra. Piccoli cerchi a poppa delle barca disegnati ogni due secondi rendono chiari i cambiamenti di velocità delle imbarcazioni...
Tutta questa mole di dati che arriva a terra consente la rappresentazione di una notevole quantità di informazioni come ad esempio la velocità e la direzione del vento nei diversi punti del campo di regata e dunque anche probabili tempi di arrivo alla boa".
Inutile dire che tutti i dati che volano sul campo di regata sono criptati per ovvi motivi di competizione sportiva.


La ARL non si occupa di Louis Vuitton Cup e America's Cup, ma anche di effetti speciali per la televisione, di sport graphic (virtual eye golf, motorsport, e cricket) e di spot pubblicitari.

Adesso posso tornare davanti la TV.

domenica 1 aprile 2007

Autovelox vietati in Svizzera...

Quante volte la sirena del Tom Tom ci ha avvisato di un autovelox? Quante volte abbiamo abbassato istintivamente la velocità e, come lumache gommate, siamo passati davanti all’ottica dell’autovelox ringraziando la fastidiosa sirena? Bene sappiate che dall’inizio dell’anno in Svizzera l’impiego di GPS con database Autovelox (cioè punti di interesse che segnalano la presenza di posti di controllo fissi o mobili della velocità), sono divenuti fuorilegge. Se vi capitasse di attraversare la dogana con il Tom Tom che fa bella mostra degli autovelox della Confederazione, l’Autorità doganale può requisire l’apparecchio e sporgere denuncia nei vostri confronti. Sembra che il doganiere abbia anche la facoltà di chiedervi di mostrargli la qualità dei Poi che avete installato sul vostro GPS.Tutto questo può sembrare paradossale ma se andate a leggere la notizia sul sito del Dipartimento dei Trasporti Elvetico (ASTRA), il sorriso si potrebbe gelare sulle vostre labbra.Tom Tom, ha aperto anche una pagina sul suo sito riportando la notizia e suggerendo a tutti i suoi utenti che passassero dalla Confederazione la rimozione dei poi relativi agli autovelox.
Se volete porre domande direttamente ad Astra,
eccovi il numero di telefono: Servizio stampa dell'Ufficio federale delle strade, tel. +41 031 324 14 91.

sabato 24 marzo 2007

Empire North, l'azienda modello del prossimo futuro?

Spesso la realtà si affianca e supera la fantasia.

Qualche giorno fa girovagando in un blog mi capita di vedere l’immagine di questo fucile di precisione ed essendo in un sito che si occupa di geografia, dico: “Cavolo, cos’è?” Leggo: “iIl fucile ha una gittata di 1200 m…” Cosa? Come? “Capsule GPS invece di proiettili!!!”. Che figata, chissà che affari, penso, chissà quanti mariti si consorzieranno per acquistarlo e sparare capsule GPS a mogli e figlie. Sarà doloroso, mi dico, e continuo a leggere: “il microchip entrerà nel corpo e rimarrà lì provocando solo un modestissimo dolore e nessun danno interno” - meno male – “la penetrazione è molto rapida ed il dolore è simile a quello di una puntura di zanzara”. La funzione del fucile non è quella di ferire e reprimere le folle dei rivoltosi – continuo a leggere - quanto di marcare ed identificare i soggetti sospetti per poi seguirli e rintracciarli in qualunque momento; una fotocamera montata sotto il fucile consente inoltre di riprendere il bersaglio e facilitarne la schedatura…subdolo.
La Empire North, l'azienda che produce il fucile, fornisce poi nello stesso pacchetto un software per rilevare la posizione degli sfortunati "bersagli".

Continuo a girovagare ancora nel sito e trovo anche un altro prodotto, JUJU “l’occhio del cittadino”. Questo strumento consente di essere sempre in contatto con il Ministero della Sicurezza Nazionale, attraverso una rete di satelliti. Si possono ricevere informazioni sullo stato di sicurezza della nazione ma si possono anche inviare al Ministero foto di persone sospette ricevendo in cambio, se la foto è ritenuta degna di attenzione, un messaggio di ringraziamento e di elogio da parte del Ministero. Il disegno del suo funzionamento esprime meglio delle mie parole le potenzialità di questo strumento.
Mi dico, alla fine, ma chi sono questi geni? Sul sito continuo a leggere: “la Empire North è sempre sulla cresta dell’onda…questa giovane e ambiziosa azienda danese sta sviluppando una serie di nuovi strumenti per l’identificazione di equipaggiamenti antirivolta” - sembra davvero una azienda imperiale penso e mi immagino i responsabili vestiti come gli ufficiali dell’impero galattico di Star Wars - “prodotti sviluppati per i moderni campi di battaglia urbani, e progettati e realizzati combinando in know how l’insuperabile design danese”.

Terribilmente figo… ma sarà tutto vero?

giovedì 15 marzo 2007

dal GPX al SHP andata e ritorno ... passando per Google Earth

Mettiamo il caso di avere un dispositivo GPS con il quale si siano rilevati una serie di punti. Vogliamo dunque elaborare questi dati in ArcGIS e ricaricarli all'interno del nostro dispositivo GPS dopo aver effettuato le modifiche.
Colgo l'occasione di dover effettuare questa operazione per un progetto che vede coinvolto il Team per rendervi partecipi del sistema che utilizzeremo.

Cominciamo con l'inquadrare il problema un po' più precisamente:
Una volta scaricati i dati della traccia e degli waypoints in formato gpx dentro il computer si procederà ad aprirli in ArcGIS; dopo aver modificato gli attributi degli waypoints si procederà ad esportare da arcgis in formato Kml; infine convertiremo questo file kml in formato gpx e lo ricaricheremo nel dispoisitivo.

Ma andiamo per gradi; scomponiamo il problema e iniziamo a sviluppare i singoli passaggi:

1) Scaricare i dati dal dispositivo GPS ed aprirli in ArcGIS
Per questo passaggio è necessario avere a disposizione:
-Software in dotazione con il dispositivo che permetta di scaricare i dati in formato GPX oppure EasyGPS (scaricabile gratuitamente da qui)
-ArcGIS 9.x
-gpx2shp (programma freeware scaricabile gratuitamente da qui; scegliere il file descritto come "win_no_test")

Procedura:
-Scaricare i dati dal dispositivo con il software fornito in dotazione oppure utilizzare EasyGPS in modo da ottenere un singolo file GPX al cui interno siano presenti sia la traccia sia gli waypoints
-Aprire il file GPX in ArcGIS; dopo vari esperimenti sconsigliamo di aprire il file GPX direttamente con ArcGIS utilizzando l'estensione Data Interoperability poiché, cosa assurda, non viene conservato il nome dei singoli waypoints. Suggeriamo piuttosto di utilizzare l'utility "GPX2SHP" che in modo autonomo crea due temi in formato shapefile nella stessa cartella in cui sta il file GPX: il modo più semplice per utilizzare questo piccolo software è sufficiente trascinare l'icona del file GPX sopra l'icona del file GPX2SHP.exe; i file creati avranno lo stesso nome del file GPX con un suffisso _trk per identificare il tema lineare della traccia ed il suffisso _wpt per identificare il tema puntuale degli waypoints. Bene a questo punto è possbile aprire questi due temi in ArcGIS

2) Specificare il sistema di riferimento, Eseguire le modifiche dei dati ed esportare i dati in formato KML
Per eseguire questa operazione è necessario disporre di:
-ArcGIS 9.x
-l'estensione "Export to KML" di ArcGIS (questo arcscript è scaricabile gratuitamente qui)

Procedura:
-Prima di procedere è necessario specificare o meglio definire il sistema di riferimento dei dati geografici contenuti nei file shape. Nel nostro caso specifico, avendo utilizzato un disositivo Garmin che dispone di sistema di riferimento dei dati rilevati in coordinate geografiche non proiettate del datum WGS84 abbiamo specificato in ArcCatalog il file prj contenuto in "Geographic Coordinate System/World/WGS 1984.prj" per entrmbi i temi shape.
-A questo punto è possibile procedere alle eventuali modifiche che vogliamo apportare ai dati rilevati sovrapponendoli magari a dati già disponibili. (Qualora sia necessario lavorare con dati aventi un altro sistema di riferimento consigliamo di proiettare i dati rilevati nel sistema dei dati disponibili, eseguire le modifiche ed infine riproiettarli nel formato nativo del dispositivo).
-Bene, quando riteniamo conclusa la fase delle modifiche abbiamo la possibilità di esportare i dati contenuti nei tematismi Shape all'interno di file KML (formato nativo di Google Earth) grazie all'estensione "Export to Kml". Il risultato dell'operazione consiste nell'ottenere due file in formato KML che, all'occorrenza possiamo arpire in Google Earth anche per verificare il lavoro svolto.

3) Convertire i file KML in formato GPX
Per eseguire questa operazione è necessario avere a disposizione:
- GPSBabel (software di conversione gratuito scaricabile qui)
- Software in dotazione con il dispositivo che permetta di caricare i dati in formato GPX nel dispositivo oppure EasyGPS (scaricabile gratuitamente da qui)

Procedura:
-A questo punto è necessario convertire i dati contenuti nel file KML in un formato che possa essere utilizzato per trasferirli dentro il dispositivo GPS. Suggeriamo di utilizzare il software GPSBabel che permette di eseguire conversioni tra numerosi formati tra i quali sia il formato KML che il formato GPX.
-Infine si deve utilizzare il software in dotazione con il dispositivo oppure EasyGPS per caricare i dati in formato GPX all'interno del dispositivo.

Finalmente avremo nel dispositivo i dati rivisti, ripuliti e corretti. So che è una procedura forse un po' complessa ma assicuriamo il suo funzionamento.
Si aspettano commenti e consigli per migliorare queste procedure tenendo presente che sono stati utilizzati (ecceto ArcGIS) software e applicazioni gratuite.

mercoledì 7 marzo 2007

utilizzare il GPS in modo alternativo

Che bello avere un dispositivo GPS! Sì ma poi che ci si può fare? Ecco, cerchiamo di dare una risposta a questa legittima domanda.
Navigando tra le pagine web dedicate a questo argomento, è possibile scoprire utenti che hanno "sfruttato" il segnale GPS per generare nuovi utilizzi di questa tecnologia.

- Photo GeoTagging -
Avendo a disposizione una traccia dei propri spostamenti registrata con un dispositivo GPS è possibile associare alle fotografie digitali una "etichetta geografica" che specifica su ciascuna di esse la posizione geografica da cui è stato eseguito lo scatto. Per approfondire questo argomento vi rimando a questo post e alla presentazione "GPS - Dispositivi e Applicazioni".

- GPSlog -
C'è chi usa il GPS per creare un diario dei propri spostamenti e li pubblica quotidianamente sul suo blog corredando il tutto con fotografie. A tal riguardo vi segnalo un'esperienza eseguita meticolosamente: GEO_LOG (blog curato da fabio.lucchesi) .
Per passare ad utilizzi più estremi vi segnalo che vi sono alcuni genitori negli Stati Uniti che utilizzano dei piccoli dispositivi che registrano la posizione GPS per verificare gli spostamenti dei propri figli; in pratica posizionano una piccola antennina GPS nelle tasche del proprio pargolo e, una volta tornato a casa il genitore può controllare la traccia segnata dagli spostamenti del figlio direttamente sul PC di casa. A tal riguardo c'è anche chi vende scarpe sportive che contengono al proprio interno il dispositivo GPS per evitare che il figlio se ne possa disfare facilmente. Alla faccia della privacy...

- Degree Confluence Project-
Esistono anche utilizzi alternativi ma costruttivi: il Degree Confluence Project si prefigge il fine di fotografare e documentare i luoghi presenti sul suolo terrestre nei quali si incontrano i paralleli ed i meridiani. In pratica gli utenti sono chiamati a contribuire a questo progetto descrivendo quei punti in cui ciascun grado intero della latitudine si incrocia con il grado intero della longitudine; grazie al sistema GPS è possibile raggiungere questi punti in modo semplice e preciso. Per farvi capire meglio qui trovate la mappa dell'italia sulla quale sono segnati in rosso i punti già documentati ed in grigio quelli da documentare. Qui invece trovate un esempio di un punto documentato nel centro della Toscana 44°N 11°E.
Un risultato interessante di questo progetto è la mappa terrestre composta dalla serie di fotografie descrittive di ciascuno dei punti di "confluenza". L'effetto ottenuto è davvero curioso.

- GeoCaching -
Utilizzo ludico del sistema GPS che ha una serie di risvolti interessanti. In due parole si può definire il Geocaching come "caccia al tesoro GPS". Per capire meglio vi rimando sia al sito ufficiale geocaching.com sia al post che approfondisce meglio questo argomento

- GPS Drawing -
E l'arte dove la mettiamo? Eh già, c'è chi usa il suo dispositivo GPS per disegnare! In pratica si può usare il proprio movimento in modo cosciente per generare delle tracce che abbiano una forma riconoscibile. Esiste un sito che raccoglie le esperienze degli utenti "creativi". Vi sono poi utenti che cercano di generare disegni sempre più grandi; c'è chi, ad esempio, ha disegnato sul reticolo stradale di una città statunitense gli elementi del gioco "space invaders". Vi segnalo anche un utente che, in occasione del capodanno del 2007, ha disegnato la cifra "07" coprendo tutta la nazione dell'Irlanda!

E voi conoscete qualche altra esperienza analoga a quelle elencate qua sopra?

mercoledì 28 febbraio 2007

Il GPS visto dal lato dell'utente

Oggi inauguriamo una nuova iniziativa di Gisblog.it: pubblicare presentazioni proiettate dai componenti del Gis Blog Italia Team durante corsi universitari, eventi di interesse pubblico, ricerche particolari.
Pubblichiamo oggi la presentazione utilizzata a supporto di una lezione universitaria, tenuta da fabio.lucchesi, da me e da Stefano Bologna sul Global Positioning System. Nel corso della lezione si sono evidenziate le caratteristiche e le potenzialità del sistema GPS viste però dal lato "pratico" dell'utente con qualche divagazione su possibilità di utilizzo alternative. La presentazione è servita per dare uno sguardo generale su questa tecnologia utile agli studenti del secondo anno accademico del corso upta_ .
La trovate qui.
Buona Visione.

PS: è probabile che vi venga richiesto di attivare un controllo ActiveX per far funzionare al meglio l'interattività della presentazione... vi consiglio di acconsentire.

giovedì 22 febbraio 2007

geotagging con robogeo

Dov’ero quando ho scattato questa foto? Sarà capitato a molti di avere questo dubbio, soprattutto quando si rivedono le foto riprese durante viaggi o escursioni domenicali. Rispondere a questa domanda è relativamente facile, se si dispone di un dispositivo GPS e si sa che nelle informazioni accessorie associate alle immagini jpeg e tiff (exif) è possibile registrare le coordinate del punto di ripresa. Questa operazione, che si definisce geotagging, può essere condotta manualmente con un semplice editor exif (fabio.nardini consiglia exifer, freeware, disponibile a www.friedemann-schmidt.com/software/exifer/), ma è infinitamente più pratica con un software dedicato. Esistono alcuni software freeware dedicati allo scopo: per esempio WWMX location stamper (info: www.wwmx.org/Download.aspx). Suggeriamo tuttavia di dare un’occhiata anche a RoboGEO (www.robogeo.com), che per poco meno di 40$ per una licenza per uso personale, permette di ottenere con semplicità una serie di cose interessanti. La sequenza operativa è più o meno la seguente: uscite, accendete il vostro GPS, che deve essere in grado di registrare la traccia degli spostamenti (un vecchio garmin va benone, se volete un oggetto più stiloso, ma dedicato solo a questo scopo, potreste usare un Sony GPS-CS1) e cominciate a fare foto. Potete dimenticarvi del GPS, salvo di sostituire le pile quando c’è bisogno e di non superare il limite di trackpoints che il dispositivo è in grado di memorizzare. Tornati a casa caricate le immagini su RoboGEO che leggerà i metadata e saprà a che ora ogni immagine è stata scattata. Potrete tarare l’orologio della fotocamera con quello del GPS (è una buona idea fotografare anche la schermata del garmin con l’ora in evidenza e calcolare la differenza tra quanto c’è scritto nell’exif e quando si legge sullo schermo). RoboGEO modificherà l’ora di ripresa di tutte le immagini sulla base della taratura. A questo punto collegate il GPS a una porta USB e lasciate che il software scriva nell’exif di ciascuna foto le coordinate del trackpoint più vicino nel tempo ai momenti di scatto delle foto. Ciò fatto potrete: scrivere automaticamente le coordinate del punto di ripresa nell’exif delle foto; stampare le coordinate in basso sulle foto; salvare un file kml o kmz per Google Earth; esportare una pagina web Google Map; esportare per il servizio di Flickr destinato alle foto provviste di geotag; e altre cose ancora, tra cui, scusate se è poco, salvare uno shapefile puntuale dei punti di ripresa con incorporati gli hot link alle immagini.

martedì 20 febbraio 2007

chi pratica Geocaching trova un tesoro... col GPS

Per chi non lo sapesse il Geocaching è un divertente modo di utilizzare il sistema GPS per condurre il gioco della caccia al tesoro. Il funzionamento è abbastanza semplice: qualcuno nasconde di proposito un contenitore ( di solito un barattolo il plastica chiamato "cache") in un luogo che abbia un particolare significato e pubblica su internet una descrizione molto sommaria della zona in cui è stato nascosto il contenitore al quale associa poi le coordinate terrestri. Chi vuole partecipare al gioco trascriverà le coordinate nel proprio Ricevitore GPS e potrà mettersi in marcia alla ricerca del contenitore nascosto. Lo scopo del gioco consiste nel trovare il contenitore, scoprirne il contenuto e appuntare sul blocnotes che si trova all'interno una frase che possa segnalare la sua presenza in quel luogo. Il tesoro, come forse avrete capito non è strettamente il contenuto della scatolina nascosta ma è la visita del luogo stesso.
Questo gioco sta prenendo sempre più piede; negli Stati Uniti è diventato uno sport praticato da molti, in Italia ci sono sempre più appassionati.
Voglio sottolineare che la filosofia del gioco affianca all'utilizzo della tecnologia un nuovo modo di fare turismo. Sono gli stessi giocatori a definire dei luoghi interessanti, magari lontani dalle mete turistiche tradizionali ma altrettanto affascinanti, ed è il territorio che rinasce grazie alla riscoperta dei suoi angoli meno conosciuti.

Se questo assaggio ha attirato la vostra attenzione dovete sapere che esiste un sito ufficiale italiano gestito da appassionati che organizzano anche eventi e percorsi tematici. Ad esempio la comunità di Geocachers sta contribuendo a segnalare luoghi dove sono stati nascosti cache lungo la Via Francigena; precisamente questo percorso prende il nome di Geo-Francigena.

Avete un ricevitore GPS e domenica prossima volete fare una passeggiata nel verde? provate a vedere se dalle vostre parti qualcuno ha nascosto un cache, porteste fare una bella scoperta: un nuovo sport.

per saperne di più: geocaching-italia, geocaching.com

sabato 17 febbraio 2007

GPSVisualizer: il factotum del GPS su Google Earth e Google Maps

Quante volte vi è capitato di voler visualizzare attraverso una semplice procedura le vostre tracce GPS su Google Earth? A me parecchie... e, come molti sanno la strada più semplice è trasformare la traccia rilevata da GPS in formato GPX e aprirlo semplicemente in Google Earth. Bene, ma a volte il risultato è al di sotto delle nostre aspettative... magari vorremmo colorare la nostra traccia in funzione dell'altitudine o della velocità. Ecco allora che GPS Visualizer ci viene in soccorso. Tutte le operazioni si svolgono attraverso il browser di internet e non è quindi necessario scaricare ed istallare alcun software; E' possibile caricare la propria traccia GPS (in numerosi formati), selezionare le caratteristiche che essa dovrà avere e, cosa da non trascurare, ci viene data la possibilità di visualizzarla sia su Google Earth (scaricando un file KMZ) sia su Google Maps! In questo modo sarà anche possibile condividere la propria traccia con i propri amici attraverso internet. Per gli utenti più avanzati viene fornita anche la possibilità di visualizzare la mappa all'interno del proprio sito internet. Ah, dimenticavo, è tutto completamente gratuito, non necessita alcun tipo di registrazione e fornisce molte altre funzionalità che non vi ho detto... perchè non provarlo?
qua trovate numerosi esempi.