sabato 28 aprile 2007

archivi geografici in rete: GLOBE

La rete riserva sempre sorprese ai collezionisti di informazione geografica. Poniamo che per qualche motivo abbiate bisogno di una carta speditiva della Bolivia (può capitare: per illustrare il report di un viaggio, per un primo inquadramento del territorio della vostra tesi sulla cooperazione internazionale…). E poniamo che abbiate poche ore di tempo per finire il lavoro; e poniamo che non abbiate niente, ma proprio niente, nel vostro archivio. Bisognerà risolvere con quello che si trova in rete. La carta dovrà contenere, più o meno: confini nazionali, principali città, principali vie di comunicazione, fiumi, laghi e naturalmente sullo sfondo una rappresentazione del rilievo. Bene, andiamo a caccia di un DTM di qualità sufficiente per una rappresentazione 1:3000000, più meno. Bene, questa premessa vuole giustificare il perché ci occupiamo in questo post di un modello digitale del terreno alternativo a GTOPO30 di cui si è già discusso qui.
Il dataset di cui parliamo si chiama Global Land One-kilometer Base Elevation (GLOBE) e condivide con GTOPO30 alcune caratteristiche: anch’esso è disponibile per tutta la superficie terrestre, anch’esso ha risoluzione pari a 30 secondi d’arco (appunto, un chilometro al suolo). Anche in questo caso si tratta di un mosaico di dati derivati da fonti diverse, ma l’istituzione promotrice del lavoro non è lo U.S. Geological Survey,ma il National Oceanic and Atmospheric Administration's (NOAA's), e in particolare il National Geophysical Data Center (NGDC). GLOBE è stato pubblicato nel 1999 ed è accessibile in rete qui. La documentazione, molto ricca, è consultabile a partire da qui.
Ci sono due possibilità distinte per scaricare i dati utili: in una prima ipotesi è possibile precisare in una interfaccia on line l’estensione dell’area richiesta e il formato in cui si vogliono ricevere i dati; in una seconda ipotesi si può scaricare tutto il dataset (organizzato in 16 tile) e chiedere al piccolo, meraviglioso e gratuito 3DEM (info e download qui) di fare per voi il lavoro di estrazione. Naturalmente esiste anche la possibilità di caricare il dataset (con l’accortezza di seguire le istruzioni leggibili nella documentazione) direttamente nel vostro GIS di elezione. Bene, l’immagine che introduce il post (una piccola Bolivia) è realizzata in ArcGis; l’altimetria è derivata da GLOBE e la mappa è proiettata in UTM20S. Anche laghi, fiumi, strade e principali città sono scaricati da archivi gratuiti accessibili su Internet, ma questa è un’altra storia, di cui parleremo presto.

venerdì 27 aprile 2007

Louis Vuitton Cup _ 32ma America's Cup

In questi giorni seguo la Louis Vuitton Cup e quasi ormai succube di ArcGis e ArcScene mi trovo ad ammirare gli spruzzi che fanno le barche sul virtual eye, gli spinnaker che si gonfiano sotto un vento virtuale, il sole che si riflette sulle onde... riemergo dai miei pensieri e torno davanti al mio Powerbook.
"Nel 1992, una azienda neozelandese, la ARL (Animation reaserch limited), sviluppò un pacchetto grafico chiamato Winged Keel che ricreava in tempo reale una animazione 3D per seguire le regate dell'America's Cup (in quell'anno si tenevano a San Diego, CA).
Per la prima volta al mondo, veniva usata una tecnologia GPS per tracciare da terra la rotta delle barche ed inviare a terra anche tutta una cospicua serie di dati; questi venivano elaborati da un computer delle dimensioni di un piccolo frigorifero e dal costo di 500K $ e restituiti in una ricostruzione in 3d della regata.

Da quando i segnali partivano dalle barche a quando la loro immagine virtuale era inviata ai circuiti televisivi passava circa mezzo secondo.
Dal 2003, grazie alla tecnologia, il computer grande come un piccolo frigorifero si è ridotto delle dimensioni di una scatola da scarpe dal costo di 3K $.
Se all'inizio la grafica del virtual eye era sobria adesso si è arricchita di tutta una serie di effetti e di informazioni: grid line mostrano la posizione delle imbarcazioni, mentre altre linee perpendicolari alla prua indicano la posizione della barca rispetto all'altra. Piccoli cerchi a poppa delle barca disegnati ogni due secondi rendono chiari i cambiamenti di velocità delle imbarcazioni...
Tutta questa mole di dati che arriva a terra consente la rappresentazione di una notevole quantità di informazioni come ad esempio la velocità e la direzione del vento nei diversi punti del campo di regata e dunque anche probabili tempi di arrivo alla boa".
Inutile dire che tutti i dati che volano sul campo di regata sono criptati per ovvi motivi di competizione sportiva.


La ARL non si occupa di Louis Vuitton Cup e America's Cup, ma anche di effetti speciali per la televisione, di sport graphic (virtual eye golf, motorsport, e cricket) e di spot pubblicitari.

Adesso posso tornare davanti la TV.

giovedì 26 aprile 2007

Il turismo in Video... su Google Maps

Per chi, come me, sta scegliendo la prossima meta di un viaggio segnalo alcune soluzioni che forniscono la possibilità di vedere video (che documentano aspetti interessanti per il turista) la cui localizzazione è disposta direttamente sulla mappa di google maps.
- VeniVidiWiki: La pagina principale di questo sito ospita la mappa di Google sulla quale compaiono una serie di segnali che stanno a significare la presenza di un video che documenta le caratteristiche di quel dato luogo. La forza di questa soluzione è quella di aver categorizzato i video in funzione degli aspetti descritti e quindi sarà possibile spuntare una delle voci sulla sinistra della mappa per poter far comparire sulla mappa quei segnali relativi alla tipologia interessata. Ad esempio è possibile ottenere la posizione, e il video descrittivo di musei, oppure di attrazioni naturali, oppure ancora di alberghi ,ristoranti etc. L'utente ha la possibilità di aggiungere il proprio video in modo interattivo così da poter condividere con gli altri utenti le proprie informazioni.
- VirtualTourism: L'impostazione di questo sito è un po' diversa ma altrettanto interessante, si parte con il selezionare da una lista un luogo di interesse elencato in funzione della nazione di appartenenza; una volta selezionato sarà possibile leggere una breve scheda al termine della quale un link ci rimanda alla isualizzazione sulla mappa di google di quel dato luogo. Il segnale presente sulla mappa peremtte con un clic di aprire una finestra interattiva contenente il filmato interessato.
- LonelyPlanet.tv: Il sito offerto dalla famosa casa editrice di guide turistiche permette agli utenti di caricare i propri video. Sulla pagina principale compare una piccola mappa di Google sulla quale compaiono una serie di luoghi presso i quali è disponibile la possibilità di visionare i filmati relativi. E' possibile inoltre accedere alla libreria completa dei video anche attraverso un motore di ricerca interno. Si fa presente però che la libreria di video presenti in archivio contiene moltissimi video che non sono stati localizzati sulla mappa. Questo è frutto della scelta di permettere agli utenti di caricare il proprio video senza localizzarlo sulla mappa... scelta molto discutibile...

Questa segnalazione non vuole essere esaustiva, bensì mette in evidenza quelle che sono le soluzioni più intererssanti rinvenute sul web. E voi avete trovato di meglio?

fonte: googlemapsmania

Google Maps e i Simpson

martedì 24 aprile 2007

archivi geografici in rete: GTOPO30

Esistono sulla rete archivi preziosi da cui è possibile attingere per ottenere dati geografici di qualità.
In questo post ci occupiamo della copertura GTOPO30, curata dalla agenzia governativa statunitense US Geological Survey. GTOPO30 è un modello digitale del terreno che copre tutta la superficie del globo, con una risoluzione pari a 30 secondi d’arco (grosso modo un chilometro al suolo). La copertura è stata costruita dal 1993 al 1996 e in seguito progressivamente perfezionata integrando fonti diverse sia raster che vettoriali. La precisione è variabile in funzione delle fonti utilizzate; i metadati redatti da USGS (disponibili qui) dichiarano un più o meno 160 metri.
Questa copertura non è dunque un granché utile per analisi spaziali (ma può essere molto utile per migliorare le visualizzazioni cartografiche; per tutti i casi qualche applicazione significativa è pubblicata qui), ma ha almeno due importanti motivi di interesse.
Primo: è una copertura globale e si può avere informazione sugli angoli più sperduti della Terra; le sue dimensioni complessive valgono 21600 righe per 43200 colonne (novecentotrentatremilionicentoventimila punti).
Secondo: è gratuita e può essere liberamente scaricata da internet (a partire da qui). Tutto il dataset è organizzato in 33 tile di dimensioni variabili che possono essere scaricate in file compressi in formato tar.gz; una volta scompattati (con winrar, per esempio) si può dare un’occhiata a come è organizzato il dataset. Il modello vero e proprio è registrato in formato .dem, ma al modello è allegata una serie di file ASCII relativi a informazioni statistiche, coordinate di georeferenziazione, sistema di riferimento, ecc.; è presenta anche una griglia raster che dichiara punto per punto le fonti utilizzate per costruire il modello. Le coordinate sono geografiche, il datum è WGS84. Le versioni recenti di ArcGis aprono il formato .dem senza problemi. Per tutti i casi basterà rinominare il file .dem in .bil per aprirlo anche con versioni più datate.
Per quello che ci riguarda però il tool migliore per gestire GTOPO30 è un piccolo software gratuito, per altro molto noto, destinato espressamente alla visualizzazione dei modelli digitali del terreno, che si chiama 3DEM (info e download a partire da qui). 3DEM ha funzioni evolute che permettono di esplorare con efficacia GTOPO30. La sequenza operativa è più o meno la seguente: si avverte 3DEM che si vuole caricare una tile di GTOPO30, il software risponderà mostrando una interfaccia attraverso la quale può essere definita (in coordinate geografiche) l’estensione del dataset, obbligatoriamente quadrato, che si vuole estrarre (per inquadrare l’Italia, per esempio, si chiederà di fare centro su W012N42 e di estendersi nella quattro direzioni di 13 gradi); a questo punto 3DEM chiederà di localizzare sulle risorse locali le tile GTOPO30 necessarie per coprire l’estensione richiesta (per l’Italia, per esempio, ne sono necessarie due); infine il nuovo dataset sarà disponibile per la visualizzazione e per le altre operazioni possibili in 3DEM. Sarà tra l’altro possibile risolvere con semplicità alcuni problemi di dati mancanti.
Una volta così rifinito il modello, potrà essere esportato in un formato digeribile per il vostro GIS di elezione (per ArcGis, salvo un supplemento di istruttoria, sembra consigliabile uscire in GeoTiff). In apertura del post vedete una visualizzazione altimetrica realizzata col metodo descritto e restituita in ArcGis proiettando in UTM32N.

lunedì 23 aprile 2007

How We Watch the City: Popularity and Online Maps

La mappa che vedete affianco non rappresenta un'immagine notturna degli Stati Uniti ma raffigura i luoghi di interesse che sono stati cliccati con maggior frequenza su Virtual Earth negli ultimi 8 mesi.
Autore di questa ricerca è Danyel Fisher del Microsoft Research che ha pubblicato un interessante documento sul tema "How We Watch the City: Popularity and Online Maps" (280kb PDF).
Il ventaglio delle tonalità va dal bianco al rosso e come è facile intuire le zone più chiare sono quelle ove maggiori sono state le richieste di visualizzazione della mappa mentre quelle rosse, quelle meno.
Ciò che suggerisce Fisher e che ciò che emerge dalle immagini allegate al suo scritto è una informazione preziosa sulle modalità attraverso le quali si prende conoscenza del territorio, sulla capacità attrattiva dei luoghi e su ciò che magari si immagina di trovare in essi...; dalla grande e suggestiva città al modesto suburbio la mappa diviene il luogo della ricerca.
Queste immagini sono lo specchio di una nuova geografia e la rappresentazione della sovrapposizione di molti sguardi curiosi che prendono conoscenza con il mondo, che può essere quello del vicino di casa invisibile oltre la siepe o quello dei luoghi distanti e diversi del non quotidiano.

mercoledì 18 aprile 2007

Googlemap's style in ArcGIS

Se siete superfans di google maps e del suo stile grafico, se volete stupire i vostri amici con una mappa stradale fatta su misura per loro (magari sbagliata per condurli lontano dalla vostra festa di compleanno privatissima), sul blog curato da Brady Davis troverete tutto il necessario per realizzarla.
Se gli stili mancano di alcune funzioni avanzate come lo
scaling delle linee e delle etichette, funzionano magnificamente per realizzare mappe a scala intorno a 1:18.000.
Se volete scaricare lo stile google maps per i vostri grafi stradali, creare mappe per i vostri amici con i quali condividere i vostri luoghi preferiti, o indirizzarli dall'altro capo del mondo per poi dire, desolati: "Ma come! Se l'ho scaricata da google maps!!!", cliccate qui.

PS: Funziona con ArcGis versioni 8.3 e successive.